Enzo Sturiano, presidente del consiglio, sponsor dell’assessore Ivan Gerardi, in maggioranza, dunque, con quattro piedi, candidato alle ultime elezioni regionali con l’MPA e poi ritornato dentro il gruppo consiliare azzurro, senza averne mai avuto la tessera, adesso non ha più alibi.
E’ abile a parlare, sicuramente più della Martinico, anche in ragione della sua carriera politica, ultra decennale, e con la stessa abilità pensava di mettere in difficoltà la collega, più con le parole con il dileggio, complice anche il sindaco Massimo Grillo.
Il video non ammette errori, lapalissiano.
Enzo Sturiano si scambia delle occhiate con il sindaco e ridono insieme, ridono della Martinico.
Diranno, certamente, che sono stati fraintesi, che non c’era alcuna presa in giro ma le immagini non solo non mentono ma raccontano. E cosa dicono? Parlano anche da mute. La seconda carica della città, colui che dovrebbe tutelare e garantire tutta l’Assise sfotte la collega d’aula, la deride, sorride. La mancanza di rispetto è per la donna, per la persona, per l’istituzione.
Sturiano dovrebbe imparare una cosa semplice ed elementare: si possono avere visioni politiche diverse, si possono commettere errori, si può non avere prontezza di risposte ma mai si può dileggiare una persona.
E’ una offesa arrecata all’Aula tutta, distratta evidentemente da altro.
Gli altri consiglieri sono stati zitti, silenti, hanno avallato un comportamento di bassa caratura, che non dovrebbe nemmeno fare capolino dentro le istituzioni.
Fa specie che il sindaco Massimo Grillo si sia fatto coinvolgere, lo si conosce per il suo tono moderato, per la sua educazione, per il rispetto che mette in ogni cosa che fa. E’ una versione che non avremmo voluto vedere.
Bisognerebbe, ancora, capire che non si è nel salotto di casa propria e che si risponde alla città, a chi è in Aula e a chi guarda da casa.
Chi ricopre ruoli pubblici ha delle responsabilità in più, si è tenuti ad un atteggiamento consono, del ruolo e delle istituzioni, perchè altrimenti le passerelle fatte per le date “consacrate” restano passerelle e diventano anche concime per la cultura machista.
Ed è chiaro che il rispetto delle persone va oltre l’appartenenza politica, implica l’attaccamento ai valori di cui siamo portatori.
E’ venuto meno il ruolo di terzietà, in fondo la Martinico non stava facendo altro che difendere il partito a cui da sempre appartiene, senza avere girato tutto l’arco costituzionale. Ha difeso i suoi principi, l’appartenenza che sente e che manifesta, perchè lei una tessera in mano ce l’ha, di Forza Italia lo è davvero.
In questa giungla c’è una cosa che hanno saputo fare Grillo e Sturiano: riavvicinare e mettere d’accordo Toni Scilla e Stefano Pellegrino. Ma questa è un’altra storia.
Intanto i consiglieri tutti potrebbero la prossima volta aprire la seduta chiedendo scusa alla consigliera Martinico, per il silenzio.
Perchè in politica la forma è sostanza, con buona pace dei 24 e, quindi, di Sturiano.
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