Iniziano le prime manovre elettorali a Mazara del Vallo, nonostante manchi ancora più di un anno al rinnovo della carica di sindaco e del consiglio comunale.
Lo scenario che ad oggi si prospetta è quello della ricandidatura del sindaco uscente, Salvatore Quinci, ad oggi molto impopolare tra i cittadini e Nicolò Cristaldi, che sindaco di Mazara lo è stato per tanti anni.
I cittadini conservano di lui un ricordo florido, tanto da volerlo rivotare nel 2024, nonostante però pare che lo stesso ex parlamentare abbia un contenzioso aperto con il Comune.
Cristaldi è forte di quello che rappresenta per la città, con la stessa sicurezza incede sul passo elettorale chiamando a se i fedelissimi e sapendo di godere di una opinione pubblica importante: se si votasse domani vincerebbe a mani basse, altro che ballottaggio. Al suo fianco Giorgio Randazzo, che di Fratelli d’Italia lo è ancora.
L’attuale amministrazione cerca di ampliare la giunta comunale per strappare il consenso ai partiti l’anno prossimo, una alleanza larga che comprenda anche Fratelli d’Italia, che ad oggi è commissariata a Mazara ma che potrebbe, dopo i risultati di Trapani, seguire una strada diversa e appoggiare lo stesso Cristaldi. Tra i vertici nessuno smentisce questa ipotesi ed è al vaglio come le altre, dicono.
Ma c’è una parte di centrodestra che guarda anche ad altre opportunità, ad altre candidature, lunedì sera infatti i maggiori partiti di quell’area si riuniranno per comprendere cosa fare, si parte anche dalla possibilità di non sostenere l’uscente.
Certo è ancora presto per qualunque presa di posizione e il tempo depone a favore di Quinci che ha tanti progetti in fase di realizzazione, quello che però non riesce a fare è di trovare una chiave di empatia con i cittadini.
In consiglio comunale non ha alcuna maggioranza, il presidente dell’assise, Vito Gancitano, ha una idea della città in contrapposizione con quanto finora fatto da Quinci, politicamente poi parlano un’altra lingua, difficile ricompattare e difficile trovare i punti di una rinnovata unione.
Tuttavia la politica è l’arte dell’impossibile e in un anno si può raccontare tutto e il suo contrario.