Mancano pochi giorni alla sentenza di primo grado del processo "Scrigno", e, in queste battute finali, hanno preso parola, per le loro arringhe, gli avvocati difensori degli imputati. Il più celebre è l'ex deputato regionale Paolo Ruggirello (per lui sono stati chiesti venti anni), ma a Trapani ha fatto molto discutere anche il caso dell'architetto Vito Mannina, ex dirigente della Motorizzazione, con un passato da consigliere provinciale e comunale.
L'accusa per lui è di voto di scambio politico mafioso, in occasione delle elezioni amministrative di Erice, dove candidata era, con la coalizione della Sindaca Toscano, Simona Mannina, che poi fu effettivamente eletta, ma, secondo il padre "solo per fortuna". Insomma, Mannina nega l'acquisto di voti da parte di un altro protagonista di questa vicenda, Pietro Cusenza. "Gli ho dato soldi solo per aiutarlo economicamente, perché ci conosciamo da tempo" ha detto in aula qualche tempo fa.
L'architetto Vito Mannina conosceva Pietro Cusenza, ma non sapeva che quest'ultimo fosse a disposizione dei fratelli Francesco e Pietro Virga, figli dell'ex boss di Trapani Vincenzo. Non poteva saperlo perchè – come emerso dalle indagini – il rapporto tra Cusenza e i Virga era un “rapporto riservato”, non lo sapeva nessuno.
Nelle Amministrative del 2017, Vito Mannina si rivolge a Pietro Cusenza per ottenere voti per lui, candidato al Consiglio comunale di Trapani, e per la figlia Simona candidata al Consiglio comunale di Erice. Anzi, Vito Mannina si adopera più per la figlia che per se stesso. Lui stesso dice a Cusenza: “Io voglio che tu spingi di più per Erice e non per Trapani per me, perchè a mia figlia non la voglio fare restare a piedi”.
E' una richiesta personale. L'architetto – come ha evidenziato il suo avvocato Alagna – "non ha stretto nessun patto elettorale con i fratelli Virga". Primo, perchè andava dicendo che “non aveva nemmeno i soldi per fare la spesa”. Secondo, perchè i figli dell'ex capomafia di Trapani avevano fatto la loro scelta: sostenere Alberto Mazzeo a Trapani e Maltese a Erice. Loro si, invece, che hanno il sostegno dei Virga. Mazzeo li incontra pure al ristorante.
Mazzeo di recente è stato nominato consulente "giuridico" dalla Sindaca di Erice, Daniela Toscano, per 1300 euro al mese. Attualmente è consigliere comunale in carica a Trapani, e la figlia si è proprio candidata a sostengo di Toscano alle elezioni amministrative dell'anno scorso ad Erice, con l'Udc (prima dei non eletti).
Che i Virga avessero puntato su Mazzeo emerge da una intercettazione. Uno dei Virga parla con Cusenza e lo spinge a chiudere per Mazzeo: “Atturniamo drocu”.
C'è poi un'altra intercettazione che esclude un accordo tra Mannina e i Virga. Cusenza, infatti, cerca voti per Mannina “tra parenti, amici e quello che ha l'impresa”. Insomma, Cusenza cerca voti tra le sue conoscenze e non fa leva sui Virga.
Ma se i fratelli Virga avevano scelto i candidati da sostenere, perchè allora un loro uomo, Pietro Cusenza appunto, va a caccia di voti per Vito Mannina?
Qualche tempo prima delle amministrative era accaduto un fatto. Era Febbraio, Pietro Cusenza, era in difficoltà economiche, e non aveva i soldi per pagare la tassa di successione. Rischiava, pertanto, di perdere la casa del padre. Fa un giro dagli amici, e tra questi c'è anche Vito Mannina (si conoscono da una vita) che gli presta 2000 euro (500 Cusenza glieli restituisce in poco tempo). Pietro Cusenza rivela, questo particolare, parlando con Vito Leone al quale chiede di aiutarlo a procurare voti per Simona Mannina: “Vito, mi devi dare una mano per queste votazioni, un favore me lo devi fare”. E quando Leone gli domanda: “Ma cosa ti ha promesso quello? Casa? Chiesa?”, Cusenza risponde: “No, mi ha pagato la successione dei miei figli… Ti pare niente a te? l’architetto Mannina, quello della motorizzazione. Però per sua... per sua figlia. No, a Erice per sua figlia e a Trapani lui. Mi hai capito, Vito? È veramente importante perché giustamente non posso fare brutta figura con lui e abbiamo un rapporto di amicizia”.
Nel corso della sua arringa, l'avvocato Alagna ha anche provato a demolire il presunto acconto di 5000 euro che Mannina avrebbe elargito per la campagna elettorale. E qui il mistero si infittisce. Secondo l'accusa, infatti, ad inchiodare l'architetto sarebbe una intercettazione alla quale, però, polizia e carabinieri danno due diverse chiavi di lettura. Per la polizia la conversazione tra Pietro Cusenza e Pietro Virga si riferisce a “situazioni lavorative di Cusenza” e non ad “acconti” e “successivi versamenti”. Per i carabinieri, invece, Cusenza e Virga parlano della “consegna di un primo e rilevante acconto di almeno 5000 euro che Vito Mannina aveva anticipato per l’imminente campagna elettorale e “che tale somma era un mero acconto e che, in futuro, avrebbe dovuto fare altri versamenti”.
“Ma come è possibile – si legge nelle memorie difensive - stravolgere il contenuto di una conversazione lunga poco più di due minuti, ritenendo che da un unico riferimento a 5mila euro è possibile ricavare che Cusenza si riferiva alla campagna elettorale; faceva riferimento al Mannina e a successivi versamenti; chiedeva e otteneva il nullaosta dei fratelli Virga per l’illecito accordo con il Mannina ?“.
Sta di fatto, però, che il giorno dopo Vito Mannina si reca al locale Scrigno dove incontra Francesco Virga. I due cominciano a parlare.
Mannina: “Che faccio ti lascio qualche fac-simile...qualche cosa...”
Francesco Virga: “Ma lei lo sa...anche se non me li lascia è lo stesso” .
Mannina: “lo so però qualcuno devo lasciartelo...tu a Erice sei impegnato però ho parlato con Crispino…”
Virga: “A mio cugino”.
Mannina:” Si va bene io poi vado da Franco …li dividiamo”.
Virga: “Loro sono… quattro…”
Mannina: ” va bene fai due e due …questo non è giusto perché Giovanni è un amico…”.
Alla fine della conversazione Virga dice “fino a 10 voti perchè non è che posso fare tanto bordello e due ad Erice quelli del cugino Crispino”.
Ma se quei 5000 euro erano, secondo l'accusa, un primo acconto per il patto tra i Virga e Mannina, perchè quest'ultimo si reca al locale Scrigno per elemosinare voti?