La tragicommedia del turismo italiano
La tragicommedia del turismo italiano. Nei giorni scorsi la titolare del settore Daniela Santanchè era in parlamento - Senato - a riferire sulle vicende giudiziarie di aziende in cui aveva partecipazioni, nell'auspicio che in questi mesi non sia stata distolta delle sue funzioni che sono, si apprende dal sito ufficiale dell'ente: la programmazione, il coordinamento e la promozione delle politiche del turismo nazionali, nell’ambito della competenza dello Stato, in rapporto con le Regioni e con gli Enti locali, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - MAECI -, con le Istituzioni Europee e con gli Organismi sovranazionali, nonché con le Associazioni di categoria e le imprese.
Il comparto paradossalmente è affetto dall'Overtourism la "piaga" che colpisce le località più note. Ossia la presenza massiccia di visitatori ed è Venezia, piu di Barcellona, Bangok e Amsterdam - le altre regine del turismo mondiale -, che soffre di questa situazione, con un rapporto spaventoso di 73,8 turisti per abitante fra centro storico e terraferma. Un rapporto reso ancora più significativo dal fatto che si tratta per lo più di visitatori cosiddetti 'mordi e fuggi'. Altre mete italiane coinvolte dal fenomeno sono: le Cinque Terre, Firenze, Roma, Napoli e la Costiera Amalfitana.
Ecco si vorrebbe che di ciò comunicasse in aula la Garnero e le soluzioni quanto meno che mitighino il 'vulnus', della concorrenza sleale tra B&B e Alberghi, della carenza di personale,della promozione, dello spot Open to meraviglia e non che i colleghi dell'opposizione in privato le chiedono l'accesso nei suoi locali gratuitamente e dopo i cerchi magici di Berlusconi, Bossi e Renzi, adesso esiste quello del Twiga. L'estate è esplosa ed anche la tragicommedia del turismo.
Vittorio Alfieri
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