I partiti siciliani alla prova delle elezioni Europee. Braccio di ferro tra Forza Italia e meloniani
I partiti sono già in campagna elettorale, occhi puntanti sulle elezioni europee, un impegno che metterà alla prova in Sicilia la tenuta di alcuni partiti, sarà soprattutto un test per il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia.
I meloniani si incontreranno intanto per fare il punto ad un anno dal loro insediamento, sia regionale che nazionale.
La location è Palermo, sabato 23 settembre, a partire dalle ore 10.00. al San Paolo Palace ci sarà una massiccia presenza di classe dirigente, da Raffaele Fitto, Ministro per gli affari europei, per il Sud e per il PNRR a Carolina Varchi, vice sindaca di Palermo e deputata nazionale, da Andrea Delmastro, Sottosegretario alla giustizia, a Eugenia Roccella, Ministra per la famiglia e le pari opportunità.
Sarà presente il deputato trapanese Nicola Catania, che nel frattempo sta aprendo le varie segreterie in provincia, la prima a Castelvetrano.
Le europee rappresenteranno pure un test sulla tenuta della coalizione, i rapporti tra Forza Italia e FdI non sono idilliaci, specie in Sicilia. Renato Schifani ha già aperto le sue liste ai moderati, puntando soprattutto agli esponenti del partito di Raffaele Lombardo, MPA, e alla DC di Totò Cuffaro.
Chiedono un rinnovamento dem alcuni esponenti del Pd, tra cui Antonio Rubino: “Le Elezioni europee rappresenteranno uno momento fondamentale per il Partito Democratico e per la segretaria Elly Schlein ed è per questo che riteniamo che la composizione delle liste non possa essere “un affare per pochi” ma debba rappresentare un percorso virtuoso che porti dentro il PD quel popolo delle primarie che ci ha dato fiducia lo scorso 26 febbraio. Basta con le stanzette, facciamo le primarie”.
Rubino poi continua:“Nel Pd siciliano c’è chi pensa che il Parlamento Europeo debba essere l’ennesimo luogo di allocazione per ceto politico nonostante le notizie di questi giorni, a cominciare dai mostruosi ritardi nella gestione dei fondi europei, impongono la necessità di mandare a Bruxelles una classe dirigente all’altezza della sfida. Per questo riteniamo che i candidati debbano essere selezionati dagli elettori attraverso le parlamentarie. C’è il tempo di farlo e dobbiamo farlo. Non ci arrenderemo alla politica delle stanzette, del ceto politico per tutte le stagioni perché riteniamo che serva una ventata di aria nuova che, lo stesso plebiscito incassato dalla segretaria, ha dimostrato. Partiamo dalle europee, facciamolo con la nostra gente, senza paura, per il PD e per il Paese.”
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