"Anna" e il suicidio assistito, un atto di civiltà
Finalmente un atto di civiltà. Sicuramente i pro life grideranno alla deriva valoriale, perché la vita, per loro, è un bene indisponibile. Con la sentenza n. 242 del 24 settembre 2019 la Corte costituzionale - decorso inutilmente il termine di circa un anno dato al Parlamento, con l’ordinanza n. 207/2018 per legiferare-si pronunciò in relazione al suicidio assistito.
L'organo fu chiamato a sentenziare in via incidentale sulla, vicenda di Dj Fabo, tetraplegico e cieco dal 2014 che Cappato, dell'Associazione Luca Coscioni, accompagnò in Svizzera nel febbraio del 2017 in una clinica perché esercitasse il diritto al suicidio assistito. Al ritorno in Italia Cappato si autodenunciò, nei suoi confronti fu aperto un procedimento per istigazione o aiuto al suicidio ai sensi dell'art.580 c.p. La sentenza citata dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale, nella parte in cui chi "agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente".
Nei giorni scorsi in ottemperanza della sentenza per la prima volta in Italia, Anna, nome di fantasia, ha potuto dire: "Io oggi sono libera" e sono state le sue ultime parole. La prima ad aver ricevuto l’assistenza del servizio sanitario nazionale. Prima la donna aveva ringraziato per "aver potuto scegliere". Se è vero che la sensibilità in generale sembra cambiata, l'introduzione di una legge sul tema non sembra al momento una priorità: "non l'hanno fatta nello scorso governo, per questo non è prioritaria". Il prossimo step è l'eutanasia, perché le sofferenze fisiche e psicologiche sono delle anime che le vivono non di un Pillon qualsiasi, allora si diventerà, nella fattispecie, finalmente, un paese civile.
Vittorio Alfieri
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