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07/05/2024 06:00:00

 Sui Movimenti pro-vita-cattolica nei consultori

di Katia Regina - 

Se i dibattiti seri sull'aborto li organizza Bruno Vespa invitando sette persone senza utero, ma peggio ancora senza neppure competenze specifiche, qualcosa sta andando storto.

Se nei consultori possono entrare organizzazioni di chiara ispirazione cattolica per condizionare le scelte delle donne che intendono interrompere volontariamente la loro gravidanza, qualcosa non torna.

Se poi queste associazioni intendono impressionare con quel pro-vita, allora è necessario dire loro che alla denominazione che hanno scelto manca l'attributo Cattolica. Così come specificato nel loro statuto. Con questa precisazione sarebbe più chiaro a tutti di cosa parlano quando parlano di vita. Sarebbe più chiaro il ruolo di predicatori morali armati di buoni propositi fondati sulle loro credenze religiose intrise di precetti. Una evidente interferenza orientata a dissuadere le donne che già vivono il dramma della scelta di interrompere la gravidanza, donne che avrebbero bisogno di sostegno psicologico specialistico e non certo di un sovraccarico di sensi di colpa.

Ad accorgersi del pericolo di questo emendamento al decreto PNRR, che avrebbe pure permesso il finanziamento di associazioni pro-vita nei consultori, è stata la Commissione europea, stabilendo che tale misura non era in linea con gli obiettivi del PNRR, in particolare con la promozione della salute riproduttiva e della libera scelta delle donne. Ma qualcosa mi dice che si troverà un modo per finanziarli attraverso progetti di sostegno alla maternità e alla famiglia.

Quel dibattito da Bruno Vespa è stato un'occasione mancata, ma non solo per la grave assenza di donne, pensate come tutto sarebbe potuto diventare più interessante se, al posto dell'ininfluente contributo di Donzelli si fosse scelto lo scienziato Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008, immaginate la faccia di Bruno Vespa nel sentirgli dire che: “un embrione diventa un essere umano quando inizia a formarsi il sistema nervoso, cioè un po' prima del terzo mese di gravidanza. […] un uovo fecondato non può essere ancora considerato un essere umano". E siccome divento sadica, in queste circostanze, avrei visto bene anche un bel collegamento con il dottor Marco Musy, urologo e docente presso l'Associazione Italiana di Sessuologia Clinica, che avrebbe potuto argomentare il suo articolo su: L’inconsistenza logica delle tesi cattoliche sull’embrione, ” l'articolo lo potete leggere per esteso, qui riporto un breve estratto in cui chiarisce scientificamente perché non si può definite omicidio la soppressione di un embrione: ... se chiamiamo ciò 'omicidio', allora siamo costretti a includere nella stessa categoria anche la contraccezione e perfino l’astinenza sessuale o la scelta del celibato perché, dal punto di vista biologico, di fatto producono tutti lo stesso risultato finale: una persona non verrà al mondo e non vivrà a causa della scelta deliberata e consapevole di qualcuno. Dovremmo dunque considerare 'assassini' anche tutte quelle persone? È chiaramente assurdo. E ogni volta che attraverso un ragionamento si giunge a un assurdo significa che o il ragionamento è sbagliato o l’ipotesi iniziale (aborto=omicidio) è falsa.

Qui nessuno intende convincere qualcuno, una cosa però è chiara: i Movimenti in questione sono pro-embrione, e dentro i consultori incontrano la vita, quella sì già in atto, della donna, che non può avere minor dignità di un'ipotesi di esistenza.

Quasi una buona notizia:

La natalità in Italia è in sofferenza: 1,2 figlio per coppia quando l'equilibrio sarebbe 2 per coppia, ma la cosa di cui nessuno parla è che l'indice di desiderio di avere figli nelle donne italiane è di 2,1. Tra le cause che inducono una donna a scegliere di interrompere la gravidanza troviamo le difficoltà economiche e la precarietà lavorativa, ecco come si potrebbero risolvere due problemi in un solo colpo: politiche serie per la famiglia, basterebbe copiare i tedeschi o i francesi. Un ambito perfetto per tutte quelle associazioni che intendono battersi a difesa del diritto alla vita, quella che sta nel mezzo tra la nascita e la morte.

Consigli per la visione, perché non ho parlato di un altro aspetto: i cimiteri dei feti.

 



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