La Giornata dei bambini e le fiabe raccontate dai politici
Le fiabe. Si è tenuta il 25 maggio la prima Giornata mondiale dei bambini-Gmb- voluta personalmente dal Santo Padre, dopo l'incontro principale allo Stadio Olimpico, con il chiaro intento di avvicinare la chiesa ai fanciulli e i loro genitori con la partecipazione di Lino Banfi, la Berti, Renato Zero e Buffon. l'indomani si è tenuta la messa nella Basilica di San Pietro.
Al termine in piazza c'e stato un monologo di Roberto Benigni. Un passaggio dell'intervento è stato l'esortazione a leggere, tutto, per sognare, le fiabe perché insegnano ai bambini a sconfiggere il drago, ossia il male, "fateli leggere sono un fuoco d'accendere e voi-gli adulti- accendetegli la fantasia raccontategli tante storie, tante fiabe per realizzare i sogni, "Imparate più parole possibile, leggete, le parole sono importanti per la vostra salute per esternare i vostri sentimenti, sensazioni, se crescendo non avete le parole per esprimerli, starete male", aggiungendo "leggete anche il dizionaro, il vocabolario, in mezzo a voi c'è quello che troverà perché esiste, insieme dobbiamo cercarla con passione,sincerità e fantasia, la parola pace" .
L'appello non è retorico perché Benigni sostiene che il mondo non è il posto migliore, ma ogni bambino può dare il proprio piccolo contributo scegliendo il bene, nel suo micro cosmo e le fiabe possono diventare realtà, "abbiamo sognato i tappeti volanti, oggi ci sono i superjet".Per pensare ci vogliono parole. Tu puoi pensare limitatamente alle parole che conosci", Umberto Galimberti lo afferma da sempre. Prima il filosofo, adesso l'attore e cineasta e recentemente il premio Nobel della fisica ha scritto un libro storie per bambini, parlando d'intellettuali viventi.Esilarante quando presentandolo a Propaganda live, Giorgio Parisi, ha raccontato: "Io ho fatto anche il papà. E quando i bambini erano piccoli spettava a me addormentarli. Quindi, leggevo loro le favole di Salvi... -Salvini, ndr-, di Calvino".
Un lapsus che ha fatto sorridere il pubblico, ma soprattutto il conduttore, Diego Bianchi, che ha commentato molto divertito: "E l'intervista finisce qua. Da Calvino a Salvini, quando si dice il genio. Ecco perché lui è Nobel" e conosce il valore dei racconti e dei termini utilizzati. Ripartiamo da, Capuana,Rodari, Collodi, Calvino, fiabe e favole per iniziare ad apprendere più parole e pensare con meno limiti.
Vittorio Alfieri
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