Europee. Le tensioni nei partiti in Sicilia a pochi giorni dal voto
Quattro giorni al voto per le europee, sabato pomeriggio alle 15 si apriranno le urne.
Il rischio maggiore è quello di avere un partito intero che non andrà a votare, recuperare i disillusi è stata una operazione questa volta nemmeno tentata. Fratelli d’Italia scommette tutto sulla leader del partito Giorgia Meloni, oggi arriverà a Trapani, alle 19.00, alla Casina delle Palme, il Ministro della Protezione Civile e del Mare Nello Musumeci, saranno presenti pure il candidato Ruggero Razza, il coordinatore regionale Giampiero Cannella, il Presidente Provinciale Maurizio Miceli, l’onorevole Nicola Catania. La volata è tutta per la Meloni, che non andrà al Parlamento Europeo ma si misurerà su un test di gradimento. I meloniani rischiano di andare oltre il 20% in Sicilia, intanto al momento i seggi certi potrebbero essere due e ad andare a Bruxelles sarebbero Giuseppe Milazzo e Ruggero Razza.
Su di loro la cordata sia palermitana che catanese, da Roul Russo a Carolina Varchi da Giampiero Cannella a Nello Musumeci, da Ignazio La Russa a Gaetano Galvagno.
Il 10 giugno resa dei conti dentro Forza Italia, Renato Schifani insieme ai deputati Nicola D’Agostino, Michele Mancuso e altri dirigenti azzurri si sono schierati su Edy Tamajo, ad appoggiare Marco Falcone il capogruppo berlusconiano all’ARS, Stefano Pellegrino, il deputato Giorgio Mulè, la senatrice Daniela Ternullo, e il leader nazionale Antonio Tajani. All’interno di Forza Italia ci sono gli innesti che portano variabili: Totò Cuffaro ha deciso di appoggiare Massimo Dell’Utri ma la terna che fa girare è quella con Tamajo e Bernadette Grasso; l’MPA di Raffaele Lombardo ha sposato la candidatura di Caterina Chinnici, su cui scaricherà i voti e su cui si peseranno gli autonomisti appoggiando pure Marco Falcone.
Schierato il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, il duetto supportato è Chinnici-Falcone. In casa Lega il duo Luca Sammartino e Valeria Sudano sono affezionati sostenitori di Raffaele Stancanelli ma non verranno meno nemmeno all’appoggio di Mimmo Turano.
Sammartino e Turano hanno stretto un sodalizio politico e un rapporto umano importante. Il trio potrebbe essere proprio Stancanelli-Turano-Ester Bonafede.
Il Partito Democratico e le sue innumerevoli correnti è alla prova del voto, intanto ad essere schierata è la capolista segretaria Elly Schlein, che viaggia in accoppiata con Pietro Bartolo e con Peppino Lupo.
Il primo è slegato dalle logiche delle correnti e pesca voti anche nella società civile, su Lupo invece finisce il voto strutturato delle segreterie e delle figure istituzionali.
Il Movimento Cinque Stelle si confronterà con un elettorato che in Sicilia appare sempre molto forte e che vede capolista Giuseppe Antoci, l’ordine di scuderia pare che intanto sia quello di far votare l’ex presidente del Parco dei Nebrodi.
Continua nel frattempo la querelle a distanza tra Carlo Calenda, leader di Azione, e Totò Cuffaro.
Calenda non perde occasione per colpire il leader della DC, ieri mattina in conferenza stampa a Palermo ha parlato di feudatari del consenso: “Mi riferisco a gente come Cuffaro e Miccichè, che da vent’anni spreme la Sicilia. Rispetto alla media italiana sta peggiorando tutto, non si usano fondi europei e non si fanno infrastrutture ma al contempo si parla del ponte sullo Stretto. Quando ero al ministero dello Sviluppo economico Crocetta è stato l’unico presidente di Regione a non farmi mai una telefonata per qualche investimento”.
A rispondere è stato lo stesso Cuffaro: “Calenda nelle vesti di novello Guglielmo Tell, eccetto la mela che lui sostituisce con l'arancia. Peccato che, a parte le frecce e l'arco, non abbia neppure le informazioni corrette. Se si informa bene magari scoprirà che il mio governo ha speso fino all'ultimo euro dei fondi europei assegnati e li ha spesi così bene che ha avuto assegnata pure la premialità. Ma a Calenda credo che la verità interessi veramente poco".
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