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10/07/2024 06:00:00

Sicilia. Falcone va via, e Schifani prepara un piccolo rimpasto

L’ ultima seduta all’ ARS per Marco Falcone si terrà il 16 luglio, in quella giornata si dimetterà da deputato regionale, lascerà la giunta invece il 22 luglio.
Ultimi accorgimenti poi Falcone sarà unicamente deputato europeo e dirigente di Forza Italia.


Il suo posto in giunta dovrebbe essere quasi subito occupato trattandosi di Bilancio, una delle deleghe più importanti e delicate. Il presidente Renato Schifani non disdegnerebbe un tecnico, uno dei nomi che si fanno a palazzo è quello di Gaetano Armao, che è stato candidato alle regionali contro Schifani. In ogni caso tecnico o meno, fanno sapere, sarà sempre una casella azzurra, e ad oggi non ci sono adesioni, almeno ufficiali, di Armao in Forza Italia. La corrente che fa capo a Maurizio Gasparri e Giorgio Mulè vorrebbe un uomo di area, cosa difficile da realizzare.

Si discuterà nelle prossime settimane della necessità anche di rimettere in moto il famoso rimpasto di giunta, il governatore ha già manifestato alcuni malumori contro tre assessori, ad oggi però solamente la sostituzione di Elena Pagana è data per certa. Accordi interni a Fratelli d’Italia vorrebbero proprio l’assessora fuori per il subentro di Giusy Savarino, altra meloniana e candidata alle ultime europee, molto vicina ad Alessandro Aricò.


Non sono in bilico gli altri due assessori: Mimmo Turano, Formazione e Istruzione, e Roberto Di Mauro, Energia e Rifiuti, seppure il governatore non si dica soddisfatto per la poca comunicazione interna.
Il primo gode di ampia fiducia del partito a cui risponde, Lega, e stessa motivazione per l’MPA di Di Mauro. Un rimpasto ci sarà sicuramente, a trovare riconferma dovrebbe essere Giovanna Volo, che resterebbe alla Sanità, così come Edy Tamajo alle Attività produttive.


L’8 e il 9 luglio a Roma si è tenuto il primo consiglio nazionale di Forza Italia, di cui fa parte Schifani, a presenziare per la provincia di Trapani il coordinatore provinciale Toni Scilla e il capogruppo all’ARS Stefano Pellegrino.
Forza Italia punta a raddoppiare i consensi e ha istituito un osservatorio sull’autonomia differenziata per verificarne gli effetti e farsi garante di equilibrio fra le Regioni.
Il successo delle ultime elezioni europee non era scontato, lo ha tenuto a sottolineare proprio il segretario nazionale, Antonio Tajani: “Abbiamo fatto un grande lavoro, lo abbiamo fatto coinvolgendo tante forze, associazioni, alleati strategici. Abbiamo coinvolto mondi importanti che hanno creduto nel progetto che stiamo costruendo. E’ ovvio che noi non ci fermiamo al 10%. Ero convinto che alle europee si poteva arrivare al 10%, ora sono convinto che si possa arrivare al 20%. Vi chiedo di non lasciarmi da solo perchè da solo non ce la faccio. Rimbocchiamoci le maniche. Noi ce la mettiamo tutta, andiamo avanti e non arrendiamoci”.

Sull’Osservatorio sull’autonomia Tajani è chiaro: “Ho pensato di creare un osservatorio sull’applicazione dell’autonomia del quale faranno parte, insieme a me, i vicesegretari, capigruppo, presidenti delle Regioni, il ministro Casellati e il sottosegretario Savino. Questo osservatorio si avvarrà di volta in volta del prezioso contributo di esperti. Non sarà un gruppo di studio ma una struttura politica che dovrà fare delle valutazioni politiche e proporre eventuali iniziative politiche, qualora ci fossero delle distorsioni. Ricordo alla sinistra che la riforma dell’autonomia è figlia delle scelte della sinistra, non si facciano lezioni. Se hanno cambiato idea facciano un mea culpa e dicano: abbiamo sbagliato tutto”.


Di valori irrinunciabili ha parlato Schifani: “E’ il partito delle riforme, per una architettura istituzionale più moderna e stabile, capace di dare risposte alle aspettative del Paese e di offrire nuove opportunità ai cittadini del Sud. E’ il partito di una giustizia più giusta, ispirata al garantismo, che passa attraverso il grande cambiamento della separazione delle carriere. Siamo noi i principali custodi della voce dell’Italia in Europa, in quanto componente fondamentale del partito che si è affermato alle elezioni, il Ppe. E siamo i difensori più strenui del bene primario degli italiani, la casa”.
“Il nostro partito – ha detto l’assessore regionale siciliano Edy Tamajo – deve continuare a essere il punto di riferimento per chi crede nei valori della democrazia, della libertà, del riformismo e della giustizia sociale. La nostra missione è quella di costruire un futuro migliore, contro ogni estremismo, per le prossime generazioni, promuovendo politiche che favoriscano lo sviluppo economico, la creazione di posti di lavoro e il miglioramento della qualità della vita dei nostri concittadini”. 



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