Sicilia. La farsa delle Province, l'Ars ha deciso: votano tutti in primavera
Le elezioni di secondo livello, previste per i Liberi Consorzi il 15 dicembre, non si terranno. L’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) ha approvato con 28 voti favorevoli e 22 contrari l’emendamento presentato dai capigruppo di maggioranza, fissando per la primavera 2025 le elezioni di primo livello. Il Parlamento regionale dovrà ora approvare il disegno di legge che reintroduce l’elezione diretta negli enti, già passato in commissione Affari istituzionali presieduta da Ignazio Abbate.
L’assessore regionale alle Autonomie locali e alla funzione pubblica, Andrea Messina, chiarisce quali saranno adesso i prossimi passaggi dopo l’approvazione, da parte dell’Assemblea regionale siciliana, della norma che rinvia le elezioni di secondo livello dei presidenti e dei consigli dei Liberi consorzi comunali e delle assemblee delle Città metropolitane. Le consultazioni, precedentemente fissate per il 15 dicembre, sono state spostate al prossimo anno, in una domenica compresa tra il 6 e il 27 aprile.
«Il differimento delle elezioni – spiega Messina – fa venir meno il decreto del presidente della Regione con il quale erano state indette le elezioni per il prossimo mese di dicembre. Non appena la norma verrà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana ed entrerà in vigore, il dipartimento delle Autonomie locali provvederà al formale annullamento del procedimento elettorale in corso, ponendo in essere tutti gli atti consequenziali».
Le opposizioni criticano duramente la decisione. Antonio De Luca, capogruppo del M5S, ha affermato: “Ancora una volta, l’egoismo del centrodestra prevale sugli interessi dei siciliani. Le divisioni interne alla maggioranza condizionano ogni scelta di questo governo, che sta facendo rimpiangere perfino l'amministrazione Musumeci”. Anche Nello Di Pasquale (PD) ha accusato il centrodestra di voler mantenere il controllo degli enti tramite commissari, rinviando l’elezione diretta.
Caos sul ddl Urbanistica
In un ulteriore momento di tensione, la richiesta di sopprimere l’articolo 8 del ddl urbanistica, che permetteva l’ampliamento degli edifici anche nei centri storici, è stata respinta. La norma, che consentiva incrementi volumetrici fino al 30% degli edifici con regolare titolo abilitativo, ha sollevato critiche. Cristina Ciminnisi (M5S) ha dichiarato: “Non piangiamo poi per le alluvioni se approviamo leggi che minano la legge urbanistica e puntano alla cementificazione irresponsabile del suolo”. Il capogruppo PD Michele Catanzaro ha definito la norma “scandalosa”, sostenendo che favorisca la speculazione edilizia.
Alla fine, l’articolo è stato stralciato, insieme a una norma che prevedeva una sanatoria per i beni confiscati alla mafia. È stato, invece, accolto l’emendamento per il recepimento del “salva-casa” di Salvini. Stefano Pellegrino, presidente dei deputati di Forza Italia, ha definito il risultato legislativo un “equilibrio tra razionalizzazione urbanistica e tutela dei cittadini”, criticando una visione ambientalista troppo restrittiva.
Sud chiama Nord mantiene il gruppo all’ARS
Nonostante il passaggio di Ismaele La Vardera al gruppo Misto, Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, ha ottenuto la deroga dal Consiglio di Presidenza dell’ARS per mantenere il proprio gruppo parlamentare. De Luca ha ringraziato l’Assemblea, sottolineando l’importanza della deroga per rappresentare le istanze dei cittadini siciliani che hanno votato il movimento nelle elezioni del 2022. I due deputati rimasti con De Luca sono Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto.
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