Erice, Funierice nell’occhio del ciclone: interrogazione della minoranza su gestione e trasparenza
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La società Funierice, che gestisce l'impianto di risalita per Erice, torna al centro delle polemiche. Durante il Consiglio comunale di Erice del 13 marzo 2025, i consiglieri di opposizione Simona Mannina, Alberto Pollari e Vincenzo Favara hanno presentato una dettagliata interrogazione sollevando dubbi sulla gestione della partecipata comunale.
Al centro della polemica ci sarebbero presunte irregolarità e anomalie gestionali, che mettono in discussione la trasparenza e la legalità delle scelte amministrative, in particolare quelle della sindaca Daniela Toscano e del funzionario responsabile del controllo della società, il dottor L. Di Benedetto.
Le accuse dei consiglieri di opposizione
Secondo l’interrogazione, emergerebbero numerose criticità e potenziali incompatibilità nella gestione della Funierice. Tra le questioni più rilevanti sollevate:
- Mancata presentazione del piano industriale 2024-2026 entro il 31 dicembre 2023, nonostante lo statuto lo prevedesse. Questo avrebbe consentito alla sindaca Toscano di approvare l’assunzione a tempo indeterminato di un impiegato amministrativo senza una valutazione preventiva dell’impatto economico.
- Una gara d’appalto da 3,5 milioni di euro per la revisione straordinaria della funivia sarebbe stata approvata senza una preventiva verifica di sostenibilità economica e finanziaria, né un’autorizzazione formale da parte dell’assemblea dei soci.
- Conflitto di interessi e compensi non dovuti: il dottor Di Benedetto, responsabile del controllo analogo della Funierice, sarebbe stato nominato RUP (Responsabile Unico del Procedimento) della gara da 3,5 milioni di euro, nonostante il suo ruolo di supervisore della società. Dopo un’interrogazione dei consiglieri di opposizione, si sarebbe dimesso a marzo 2024, ma avrebbe comunque percepito un compenso nel luglio 2024.
- Mancanza di delibera ufficiale per la gara d’appalto: non vi sarebbe alcuna traccia della formale autorizzazione dell’assemblea dei soci del 15 dicembre 2023 per avviare la gara da 3,5 milioni di euro, contrariamente a quanto sostenuto dall’amministratore unico Dott. Spagnuolo.
- Omessa segnalazione su responsabilità amministrative: secondo l'interrogazione, il dottor Di Benedetto non avrebbe indicato che la lettera di interruzione della prescrizione per responsabilità amministrative avrebbe dovuto coinvolgere anche lui stesso, in quanto ex membro del CdA della Funierice dal 2012 al 2020.
- Danni economici a seguito di una sentenza del Tribunale delle Imprese di Palermo: la sentenza n. 2155/2024 ha dichiarato inefficace una delibera del 2021, condannando Funierice al pagamento di spese legali e risarcimenti, senza che nessuno avesse sollecitato un’azione di recupero per i danni finanziari subiti.
L'opposizione chiede chiarezza
I consiglieri di opposizione hanno chiesto spiegazioni non solo alla sindaca Toscano e al dottor Di Benedetto, ma anche agli organi di controllo della Funierice, inclusi il Collegio Sindacale e i revisori dei conti dei due enti pubblici soci della società. "L’impressione, e speriamo di sbagliarci, è che la Funierice sia gestita come una cosa propria e non come un bene pubblico", denunciano i consiglieri Mannina, Pollari e Favara.
Inoltre, i consiglieri ribadiscono che la Funierice è sotto il controllo del Consiglio Comunale e non della sindaca, contrariamente a quanto affermato da Toscano in aula.
Verso un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura
L’interrogazione rappresenta l’ultimo tentativo di ottenere risposte, prima di procedere con un esposto alla Corte dei Conti, all’Anac e alla Procura della Repubblica di Trapani. L’opposizione promette di proseguire il monitoraggio, invitando anche i consiglieri di maggioranza a fare luce su tutte le irregolarità riscontrate.
La gestione della Funierice si conferma dunque un nodo politico e amministrativo cruciale, che potrebbe portare nuove tensioni e sviluppi nelle prossime settimane.
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