Erice, emergenza idrica sempre più grave. Mannina: “Aprire le valvole o mandare l’autobotte”
Continua ad aggravarsi l’emergenza idrica a Erice, e in particolare a San Giuliano, dove da giorni si registrano gravi disagi nell’erogazione dell’acqua ai piani superiori delle abitazioni. A lanciare un nuovo allarme è la consigliera comunale Simona Mannina, che interviene con una nota durissima per chiedere all’Amministrazione azioni concrete e immediate.
“Già quattro giorni fa ho chiesto al caposettore – dichiara Mannina – di tenere aperte più a lungo le valvole dell’acqua, perché con la pressione ridotta da Siciliacque i serbatoi non fanno in tempo a riempirsi. In alternativa, ho sollecitato l’invio dell’autobotte comunale. L’acqua è un bene essenziale e deve essere garantita a tutti, senza eccezioni”.
Le conseguenze della nuova riduzione
Come già riportato da Tp24, la crisi idrica che colpisce Erice si è acuita dopo la decisione del Dipartimento Regionale della Protezione Civile di imporre una riduzione del 15% della fornitura idrica a numerosi Comuni del trapanese, del palermitano e dell’agrigentino. Una scelta resa necessaria dal drammatico calo dell’invaso Garcia, da cui dipendono molte delle reti di approvvigionamento siciliane.
La sindaca Toscano: “Serve una soluzione strutturale”
La sindaca Daniela Toscano ha già reagito alla decisione regionale inviando una richiesta di revisione del provvedimento, ma nel frattempo l’Amministrazione ha rinnovato l’appello alla cittadinanza a fare un uso responsabile dell’acqua, ricordando che l’ordinanza n. 95/2024 vieta gli usi non strettamente domestici, come il lavaggio di auto, l’irrigazione di giardini o il riempimento di piscine.
Una questione anche politica
L’intervento della consigliera Mannina rimette al centro una questione tanto tecnica quanto politica: i disagi quotidiani vissuti dai cittadini rischiano di degenerare in una crisi sociale, se non verranno adottati interventi rapidi e coordinati. Le richieste della consigliera si aggiungono a quelle già mosse da più parti, che chiedono alla Regione soluzioni strutturali, a partire da un piano idrico più equo e resiliente, in grado di resistere agli effetti della siccità e alla fragilità degli invasi.
Il disagio dei cittadini
Intanto, le segnalazioni si moltiplicano: case senz’acqua per intere giornate, famiglie costrette a ricorrere a taniche, e attività commerciali che rallentano o chiudono. E ora anche la politica locale si divide tra chi chiede risposte immediate sul territorio e chi sollecita una mobilitazione a livello regionale e nazionale. “Non possiamo più perdere tempo – conclude Mannina –. Serve un piano operativo urgente per garantire l’acqua ai cittadini. Ogni giorno che passa, il disagio aumenta. E con l’estate alle porte, la situazione rischia di esplodere”.
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