Tante sedute, poco lavoro. Quanto costa il consiglio comunale di Marsala...
Si terrà oggi pomeriggio una seduta di consiglio comunale a Marsala, la convocazione è per le ore 17.00, puntualmente disattesa dalla maggior parte dei consiglieri comunali. La prima chiamata d’appello arriva quasi sempre almeno con 40 minuti di ritardo, in barba a quei consiglieri che puntuali varcano Palazzo VII Aprile.
Troppe sedute e pochi interventi
Nelle ultime settimane le sedute vengono convocate per l’approvazione di alcuni debiti fuori bilancio, si tratta di debiti di piccola entità. Già la settimana scorsa due sedute di consiglio comunale sono state consumate per questa motivazione.
In una di queste hanno votato anche la nuova garante dei disabili, Marilena Titone, che nessuno dei consiglieri sosteneva ma che quasi tutti hanno votato. I misteri della politica locale. La nuova garante lavora presso delle cooperative per l’accoglienza migranti. Ha ottenuto 16 voti su 23 consiglieri presenti, quindi è chiaro che una manovra in tal senso ci sia stata, nonostante neghino tutti. Bisognerà adesso verificare se non sussistono incompatibilità con il suo lavoro per l’accettazione dell’incarico.
Consiglio e costi
Ogni seduta di consiglio ha un costo per le casse comunali, si tratta di oltre 2mila euro, non solo gettoni di presenza per i consiglieri ma pure gestione del palazzo. Ogni gettone di presenza è stato rimodulato al ribasso, è di euro 54,33, somma che va moltiplicata per 22 consiglieri comunali, per un ammontare di euro 1195.26. Il presidente Enzo Sturiano e la vice Eleonora Milazzo percepiscono una indennità di funzione, che non subisce incremento e decremento mensile in base alla presenza nelle commissioni o in consiglio comunale.
Ogni convocazione, insomma, pesa sulle spalle dei cittadini, si tratta di soldi pubblici, vanno calcolati i gettoni di presenza, l’eventuale straordinario per gli impiegati, le spese di videostreaming, la luce consumata. Siamo intorno ai 2000-2500 euro a seduta.
Meno adunate e più lavoro
Sarebbe il caso di convocare meno sedute e di concentrare il lavoro di esame dei debiti fuori bilancio in unica convocazione. Servirebbe dunque una seria ma efficace programmazione dei lavori, per evitare lo spreco di soldi pubblici, che incidono sulle casse comunali. Uno studio dell’ANCI Emilia‑Romagna, ad esempio, mostra che, passando da una media di 2,4 sedute al mese a una seduta lunga ben pianificata, un Comune di circa 100 000 abitanti risparmia quasi 60mila euro l’anno fra gettoni, straordinari e servizi. Fondi che potrebbero finanziare micro‑progetti di manutenzione urbana. Così come sarebbe operazione corretta nei confronti del cittadino elettore quella di pubblicare le spese di ogni seduta, cioè i costi vivi.
Quantità su qualità
Il Consiglio comunale è il cuore della democrazia locale, i 24 rappresentanti sono stati eletti dai cittadini, che hanno loro affidato il compito di indirizzare le politiche della città, oltre a risolvere le perenni criticità grazie pure alla funzione importantissima di controllo dell’attività dell’Amministrazione comunale.
Questa attività però va svolta tenendo conto che mai la quantità dei consigli comunali può diventare un boomerang economico.
Sarebbe già operazione responsabile ridurre le convocazioni superflue. Si chiama rispetto per le tasche dei cittadini.
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