Questa sera a "Linea di confine" su RaiDue la strage di Alcamo Marina
Oggi, mercoledì 21 maggio alle 23.35 su Rai 2, la tredicesima puntata del programma d’inchiesta Linea di confine, condotto da Antonino Monteleone, riaccende i riflettori su uno dei casi giudiziari più oscuri e controversi della storia italiana: la strage di Alcamo Marina.
È la notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1976 quando un commando armato fa irruzione nella piccola caserma dei Carabinieri della località balneare trapanese, nota con il nome in codice “Alkamar”. Due giovanissimi militari, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, vengono brutalmente assassinati. Uno nel sonno, l’altro nel disperato tentativo di reagire all’attacco.
Pochi giorni dopo, l’Italia sembra già avere i suoi colpevoli. Giuseppe Vesco, giovane vicino agli ambienti anarchici, confessa e coinvolge altri quattro ragazzi: Giuseppe Gulotta, Gaetano Santangelo, Vincenzo Ferrantelli e Giovanni Mandalà. Tutti, ad eccezione di Mandalà, finiranno per confessare. Tutti verranno condannati.
Ma dietro quelle confessioni si nasconde una verità terribile. Nel 2008, a distanza di oltre trent’anni, l’ex brigadiere Renato Olino decide di rompere il silenzio e racconta ciò che fino ad allora era rimasto occultato: le confessioni furono estorte con la tortura. Si apre così un nuovo capitolo giudiziario che porterà, dopo lunghissimi anni, all’assoluzione di Gulotta, Santangelo e Ferrantelli. Una giustizia ritrovata troppo tardi.
La puntata di Linea di confine dà voce ai protagonisti di questa vicenda: in studio l’avvocato Pietro Scibilia, tra i primi a denunciare le irregolarità del processo, il giornalista Nicola Biondo e, soprattutto, Giuseppe Gulotta e Gaetano Santangelo, che raccontano in prima persona il calvario di una vita segnata da un errore giudiziario. Un racconto duro, toccante, necessario. Un'indagine che, ancora oggi, interpella la coscienza del Paese.
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