Arriva la "manovrina" all'Ars. E la maggioranza si divide ancora
E’ iniziata già ieri la la discussione sul voto della manovrina, che ha visto l’MPA presentare degli emendamenti, è l’unico partito di centrodestra che lo ha fatto contro le indicazioni del presidente della Regione, Renato Schifani,
Si tratta di una manovra di circa 55 milioni di euro, non si aggiungono i 25 milioni del Fondo sugli incentivi all’occupazione, somma non spesa e che sarà inserita nella manovra di luglio.
L’attuale manovra prevede una serie di misure dalla sanità al contrasto alla povertà.
Voto segreto
La maggioranza reggerà al voto segreto? E’ questo uno dei nodi cruciali e preoccupanti allo stesso tempo, sarebbe l’ennesima volta che la maggioranza andrebbe sotto, dimostrando una spaccatura importante. Ha cercato di serrare le fila il governatore, chiedendo ai suoi di approvare la manovra così come esitata dalla commissione Bilancio. Gli emendamenti sono, invece, arrivati da Pd e M5S ma pure da un partito di maggioranza, l’MPA.
Mosse politiche in corso e in bilico anche per le poltrone dei sottogoverno ancora da spartire, ci sono le Asp senza guida e poi ancora i Consorzi universitari, gli Iacp. Ogni partito gioca la sua partita.
Rimpasto di giunta
A chiedere spazio è Raffaele Lombardo, ma pare che non trovi apertura. Il Presidente Schifani è orientato a non movimentare la giunta con cambi, almeno fino a dopo l’estate. Ci vorrà ancora del tempo, del resto gli scossoni delle provinciali hanno inclinato alcuni rapporti e creato fratture.
L’MPA non ci sta al racconto secondo cui gli emendamenti presentati alla manovrina siano figli di questo puzzle ad incastro: "L’iniziativa parlamentare, pienamente legittima e trasparente, nasce da una sensibilità territoriale maturata nell’ascolto quotidiano delle esigenze di cittadini, enti locali e categorie produttive. Nessun intento polemico, nessuna mossa tattica, nessuno “sgambetto” al governo, ma piuttosto la normale attività di un partito che, proprio in quanto forza di governo, si assume la responsabilità di portare dentro il confronto politico istanze concrete e coerenti con la cornice programmatica della maggioranza”.
E po la precisazione: “ Nessuna frattura, nessuna fuga in avanti. La presentazione dell’emendamento – al pari di ogni altro contributo migliorativo – è avvenuta nel pieno rispetto delle regole d’Aula e con spirito costruttivo.Ogni tentativo di trasformare una dinamica fisiologica del dibattito parlamentare in un caso politico artificioso appare pretestuoso, se non palesemente strumentale. La stagione delle letture complottiste, dei retroscena inventati e delle suggestioni da “telenovela d’Aula” non ci appartiene. Il voto in aula sarà coerente con l’azione di governo che ci vede protagonisti”.
Cresce la DC
A entrare nel gruppo parlamentare della DC è Carlo Auteri che lascia definitivamente Fratelli d’Italia. Il gruppo di Totò Cuffaro arriverà così a 7 deputati, una pattuglia numerosa.
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