Marsalese assolto dall'accusa di maltrattamenti nei confronti della moglie e della suocera
Il 38enne marsalese Massimo Marceca è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti familiari. Ad emettere la sentenza è stato il giudice monocratico del Tribunale di Marsala Francesco Parrinello. Per Marceca, difeso dall’avvocato Duilio Piccione, il pubblico ministero aveva invocato una condanna a due anni e mezzo di carcere. Secondo l’accusa, infatti, dal 2019 in poi, l’uomo avrebbe abitualmente maltrattato la moglie (Veronica De Vita). E in un’occasione, il 23 ottobre 2023, avrebbe anche picchiato e ingiuriato la suocera (Costanza Aleci), intervenuta in difesa della figlia.
La De Vita, in particolare, sempre secondo l’accusa, avrebbe reiteratamente subito “condotte moleste, minacciose e violente”. E anche insulti. Soprattutto quando esternava il desiderio di uscire con le amiche. Il Marceca, inoltre, avrebbe insinuato che avrebbe avuto “relazioni con altri uomini”. E per questo l’avrebbe anche pedinata in diverse occasioni, controllandone anche il telefono cellulare e sfogando “la sua ira su mobili e suppellettili della casa, quali l’armadio e il tavolo della cucina, gettando anche per terra vari oggetti in preda alla rabbia”.
Ed inoltre l’avrebbe anche aggredita fisicamente in varie occasioni. Nel capo d’accusa, si legge anche che durante una crociera in Spagna, dopo avere letto alcuni messaggi sul telefono della moglie (con l’istruttore della scuola guida), la prese a pugni e le scagliò contro il telefonino, provocandole un ematoma all’altezza della cicatrice del parto cesareo. Per questo, in Spagna, la donna fu ricoverata in ospedale per tre giorni, mentre lui fu arrestato e condannato con giudizio direttissimo. Il 23 ottobre 2023, invece, la suocera, oltre a subire alcuni insulti, sarebbe stata strattonata e afferrata per il braccio e il collo, con lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. A condurre le indagini sulla vicenda è stata la polizia. Nel corso del processo, però, l’avvocato difensore Duilio Piccione è riuscito a dimostrare che non c’erano sufficienti prove a dimostrare la veridicità delle accuse. Pertanto, l’uomo è stato assolto.
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