Valderice, la Regione boccia la variante al Piano Regolatore: "Ora si riparte da capo"
La Regione Siciliana ha chiesto al Comune di Valderice la rielaborazione della variante al Piano Regolatore Generale (PRG) e la rimodulazione del Rapporto Ambientale. A stabilirlo è il Decreto assessoriale n.128, notificato all’amministrazione lo scorso 21 maggio dall’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente.
Il provvedimento arriva dopo il parere negativo del Comitato Tecnico Scientifico dell’Assessorato, che ha giudicato inadeguata la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), comprensiva della Valutazione d’Incidenza Ambientale (VINCA).
A commentare la vicenda sono i rappresentanti del Partito Democratico di Valderice, della lista civica "La Scelta" e del Movimento 5 Stelle, che parlano di un'occasione mancata. Secondo quanto dichiarato, il provvedimento della Regione confermerebbe le criticità già segnalate in passato.
«Tutte le criticità, i pasticci e le forzature che caratterizzano la variante al PRG stanno emergendo in maniera devastante», affermano. Nel mirino anche il ruolo dell’Amministrazione comunale, accusata di non aver vigilato adeguatamente sul percorso di pianificazione urbanistica.
Nel comunicato si fa riferimento alla violazione dell’art.3 della legge regionale 71/78 – che riguarda i termini per la presentazione delle osservazioni da parte dei cittadini – e alla trasmissione, durante l’elaborazione della variante, di circa 150 lettere di cittadini che chiedevano modifiche a titolo privato. «È stata creata una vergognosa disparità di trattamento fra i valdericini», si legge.
Tra le criticità evidenziate: la potenziale edificazione nella pineta comunale e nel parco suburbano di Misericordia, l’assenza di una pianificazione dei parcheggi, l’omesso recepimento del piano di protezione civile, la previsione di edifici fino a cinque piani in via Vespri e la trasformazione in commerciale della zona artigianale “Aurora”.
Altra questione sollevata riguarda il mancato adeguamento della variante alle indicazioni del parere n.135 del 13 maggio 2022 del Comitato Tecnico Scientifico. «Ad oggi non è dato conoscere le vere ragioni di questa palese inadempienza», affermano i firmatari del comunicato, lamentando anche la carenza di informazioni rivolte ai cittadini e ai capigruppo consiliari.
Secondo PD, Lista “La Scelta” e M5S, l’amministrazione comunale starebbe sottovalutando la portata del decreto assessoriale: «Questa condotta negligente provoca una dilatazione della tempistica, comportando un’ulteriore limitazione al rilascio dei permessi a costruire».
Il giudizio è netto: «Questi sono i primi “risultati” di un’amministrazione comunale incapace di gestire, non vigilando e non informando la cittadinanza, una variante al PRG che doveva migliorare il piano vigente».
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