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07/07/2025 10:38:00

Al via al Parco Archeologico di Lilibeo Marsala l’Ekklesìa Festival – Il rito della scena

Il Parco archeologico di Lilibeo-Marsala diventa spazio di scena, parola e ascolto. Prende il via anche a Marsala l’Ekklesìa Festival – Il rito della scena, progetto che mette in rete tre luoghi centrali dell’archeologia siciliana occidentale: Segesta, Selinunte e Lilibeo.

L’idea è quella di riportare l’arte nei luoghi in cui la comunità, la parola pubblica e il rito hanno avuto origine. Non solo spettacoli, dunque, ma incontri, passeggiate, presentazioni e momenti di riflessione sul rapporto tra patrimonio e cittadinanza.

Il festival nasce da un’intuizione di Francesco Panasci, regista, musicista e direttore artistico, e costruisce un percorso che attraversa teatro, musica, letteratura e partecipazione. A Marsala gli appuntamenti si svolgeranno nel giardino storico del Museo e nella sala conferenze “Maria Luisa Famà”, con ingresso gratuito.

Il 10 luglio, alle 21.30, nel giardino storico del museo andrà in scena “Di zucchero e ovatta”, testo di Giancarlo Figuccio, con Rosaria Bonfiglio, Giusy Deblasi e Giovanna Scarcella. Un lavoro teatrale che alterna toni forti e delicati, ironia e dramma, intorno alla possibilità di rinascere anche dopo le fratture più dolorose.

Nel pomeriggio, alle 18, è prevista una passeggiata nel Parco, pensata per raccontarne luoghi e stratificazioni e per aprire, nella sala Famà, un momento di responsabilità condivisa. In questa cornice si inserisce la proposta “Adotta un monumento”, che la direttrice del Parco archeologico di Lilibeo-Marsala, Anna Occhipinti, intende rivolgere alle eccellenze produttive del territorio. L’iniziativa è promossa in collaborazione con il quotidiano “La Sicilia”.

Il giorno successivo, 11 luglio, sempre alle 21.30 nel giardino storico, sarà la volta del Trio Mulè, formato da tre musiciste siciliane: Mariangela Lampasona al violino, Sabrina Colajanni al violoncello e Giusy Cascio al pianoforte. Il concerto, dal titolo “La terra trema”, proporrà un repertorio attraversato dalle suggestioni del tango argentino, tra riletture classiche e slanci contemporanei.

Nel pomeriggio dell’11 luglio, alle 18, la sala Famà ospiterà la tavola rotonda “I siti urbani del Parco”, a cura di Marco Correra. Il tema riguarda le tracce archeologiche presenti nel tessuto urbano di Marsala, spesso poco visibili o trascurate, ma decisive per comprendere il rapporto millenario tra la città e il suo patrimonio.

È uno dei nodi più interessanti del programma. Lilibeo non è un’area archeologica separata dalla città. Le sue tracce attraversano il centro urbano, affiorano nei percorsi quotidiani, restano talvolta nascoste sotto la superficie contemporanea. Parlare dei siti urbani del Parco significa allora chiedersi come rendere più leggibile questa presenza e come trasformarla in coscienza collettiva.

Il 18 luglio, alle 21.30, nel giardino storico del museo, il Giovanni Mattaliano Ensemble proporrà “I dialoghi sonori”. In scena quattro clarinetti: Giovanni Mattaliano, autore delle musiche, Kevin Gurrieri, Andrea Bronzo e Antonino Anzelmo al clarinetto basso. Il concerto prevede dieci composizioni, in un percorso che intreccia musiche originali, canzone d’autore, sonorità jazz e suggestioni africane.

Alle 18 dello stesso giorno, Francesco Panasci presenterà nel giardino storico il libro “Io sono energia”, un lavoro dedicato alla forza della resilienza e alla possibilità di trasformare le difficoltà in movimento interiore.

Gli appuntamenti marsalesi si chiuderanno il 20 luglio. Alle 18, nel giardino storico del museo, si terrà la presentazione del libro “Malanima” con l’autrice Rosita Manuguerra. Alle 21.30 sarà poi la volta dei Pendragon, band siciliana attiva nel panorama folk celtico, con Fabio Rizza all’arpa celtica, Fiammetta Poidomani a chitarra e voce, Marina Zago al violino, Vincenzo Iacono al flauto traverso e whistle, e Salvatore Scucces al bodhran e alle percussioni.

Il loro concerto porterà al Parco un repertorio che unisce tradizione, ricerca storica e spiritualità del mondo celtico, attraverso arpe, flauti, percussioni, chitarre e violini. Una chiusura musicale che conferma la natura aperta del festival, capace di accostare linguaggi diversi senza perdere il legame con il luogo.

Per la direttrice Anna Occhipinti, il Parco di Lilibeo è “una stratificazione viva: storica, paesaggistica, emotiva”. Accogliere Ekklesìa, afferma, significa dare spazio a una nuova modalità di relazione con il bene custodito: non solo tutela, ma attivazione culturale, partecipazione collettiva ed educazione alla bellezza.

Le sue parole individuano il punto centrale dell’iniziativa. Un parco archeologico non è soltanto un luogo da proteggere. È anche uno spazio da attraversare, comprendere e abitare culturalmente. Laboratori, incontri, passeggiate e performance possono diventare strumenti per stimolare cittadinanza attiva, dialogo tra generazioni e senso di appartenenza.

Marsala ha in Lilibeo una delle sue radici più profonde. La città antica, con i suoi relitti, le mura, le strade romane, le testimonianze sommerse e quelle emerse, continua a parlare al presente. Ma perché questo patrimonio non resti soltanto memoria specialistica, deve essere raccontato e condiviso.

Ekklesìa si muove in questa direzione. Usa la scena non come ornamento del sito, ma come forma di relazione. Il giardino storico del museo e la sala Famà diventano luoghi in cui arte e archeologia si incontrano, e in cui il pubblico non è chiamato soltanto ad assistere, ma a riconoscersi dentro una storia più ampia.

In un’estate ricca di eventi, il festival prova a distinguersi per una scelta precisa: legare la fruizione culturale alla responsabilità verso i luoghi. Il patrimonio non è uno sfondo. È una presenza viva, da custodire e da rimettere continuamente in dialogo con la città.

Tutti gli appuntamenti al Parco archeologico di Lilibeo-Marsala sono a ingresso gratuito.

Ines D’Orazio