Per la Sicilia i migranti non sono esseri umani
A Trapani, a Caltanissetta e in altre città italiane sono presenti dei CPR, Centri di Permanenza per il rimpatrio. Qui vengono detenuti i migranti che sono ritenuti irregolari e rimangono in attesa di essere espulsi: per finirci basta non avere il permesso di soggiorno. Il fatto è che in questi centri italiani i diritti umani vengono infranti con regolarità.
In questi luoghi le condizioni igienico-sanitarie sono inumane, mentre gli abusi psicologici e le torture sono all'ordine del giorno: e proprio il cpr di Milo/Trapani risulta tra i peggiori d'Italia. Tutto ciò genera malattie, scioperi della fame, autolesionismo e perfino casi di suicidio.
È molto preoccupante che questo modello inumano non sia mai stato messo in discussione dai vari governi che si sono succeduti. Anzi è stato di norma gradualmente potenziato, come sta accadendo adesso nel protocollo Italia-Albania: un modello che, non dimentichiamoci, ha infine un numero effettivo di rimpatri ben sotto il 50%.
Aprire gli occhi di fronte a questa tematica significa comprendere che il nostro paese si macchia di pesanti violazioni dei diritti umani: significa iniziare a mettere in discussione il modello razzista che questa società ci propone.
Luca Lo Buglio
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