La situazione al carcere di Trapani. Oggi la visita e la presentazione del report
Un grido di allarme si leva dalle carceri italiane, e in particolare dalla Sicilia, dove il suicidio di un giovane detenuto nel carcere di Trapani il 21 luglio ha riacceso i riflettori su una situazione drammatica. Il ragazzo, di 29 anni, si è tolto la vita impiccandosi con le lenzuola nella sua cella, nonostante fosse sottoposto a "sorveglianza a vista" dopo un precedente tentativo di suicidio. Un gesto disperato, che secondo Natale Salvo di Sinistra Libertaria, è stato inascoltato, denunciando il silenzio assordante dei media locali e della cittadinanza.
L'episodio di Trapani non è un caso isolato. I numeri sui suicidi nelle carceri italiane sono impietosi: 45 dall'inizio dell'anno fino al 21 luglio 2025, uno ogni cinque giorni. Un dato che "grida vendetta, ma che non fa rumore, perché chi muore in carcere, spesso, muore due volte, nella cella e nell’indifferenza collettiva", come .
scrive Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, in una lettera dal carcere di Rebibbia. Sommando il 2024 ai primi mesi del 2025, si arriva a 132 suicidi, inclusi quattro donne, giovani di 20 anni e l'anziano di 82. Secondo Antigone, il tasso di suicidi in carcere nel 2024 è 25 volte superiore a quello nella società esterna.
La deputata del PD Giovanna Iacono e la responsabile nazionale Giustizia del PD, Debora Serracchiani, hanno annunciato un'interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per fare luce sull'ennesima tragedia e chiedere quali misure di prevenzione siano state adottate nella Casa circondariale di Trapani, "struttura ormai sempre più invivibile e a rischio collasso".
Carceri al collasso: sovraffollamento e indifferenza
La situazione delle carceri italiane è definita da un sovraffollamento cronico. Al 30 giugno 2025, i detenuti totali in Italia sono 62.728, a fronte di una capienza regolamentare di 51.280 posti, di cui 4.500 di fatto inagibili. Su 189 istituti penitenziari, solo 36 non sono colpiti dal sovraffollamento Q.uando il tasso di occupazione supera il 120%, si parla di sovraffollamento critico. Nel 2024, sono entrate in carcere 43.417 persone, quasi 3.000 in più rispetto all'anno precedente. Per la prima volta, anche gli istituti penali per minorenni sono sovraffollati, con 611 ragazzi detenuti, un record rispetto ai 381 del 2022.
Sovraffollamento significa condizioni di vita disumane: celle che ospitano sei persone adulte, letti a castello, un solo bagno che è anche cucina, e un televisore perennemente acceso. La mancanza di spazi personali e la costante vicinanza forzata generano sofferenza.
L'emergenza estate e le proposte mancate
L'estate aggrava ulteriormente le condizioni di detenzione. Il caldo soffocante, come ricorda Alemanno, si somma alla sospensione delle attività che solitamente riempiono le giornate dei detenuti, come scuola, laboratori e teatro. Le ore d'aria spesso si trascorrono in cella o nei corridoi, poiché il caldo nei cortili di cemento è insopportabile.
l Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha più volte dichiarato che l'emergenza carceri sarebbe stata affrontata dal suo governo, ma "poco o nulla è stato fatto", se non spiegare che i suicidi sono una questione "irrisolvibile". Solo recentemente ha annunciato che almeno 10.000 detenuti saranno ammessi alle pene alternative, istituendo una task force per individuare persone con meno di due anni da scontare, non condannate per reati gravi e con comportamento esemplare. I primi dettagli sono attesi a fine settembre.
L'opposizione propone una legge sulla liberazione anticipata speciale, presentata da Roberto Giachetti, che prevede uno sconto di pena di 75 giorni ogni sei mesi di detenzione per buona condotta, con efficacia retroattiva per chi è stato detenuto negli ultimi dieci anni. Tuttavia, il tema del carcere è stato incluso anche nel Decreto Sicurezza, che prevede "misure repressive" e sanziona persino la resistenza passiva dei detenuti.
L'iniziativa a Trapani e Favignana
Per testimoniare e denunciare questa realtà, il 30 e 31 luglio l'associazione "Nessuno tocchi Caino" visiterà i carceri di Trapani e Favignana. La delegazione, oltre agli avvocati delle Camere Penali di Marsala e Trapani, guidate da Francesca Frusteri e Agatino Scaringi, e al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Marsala Giuseppe Spada e al deputato Regionale Stefano Pellegrino, includerà i sostituti procuratori a Marsala Giuseppe Lisella e Diego Sebastiani, il magistrato di sorveglianza di Trapani Andrea Fallo e il giudice onorario Gaspare Sammartano. Una conferenza si terrà oggi, 30 luglio alle 18 presso la Società Canottieri di Marsala.
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