La morte di Simona a 20 anni durante una festa di laurea: “Se cadi in piscina ..."
Un messaggio ironico, quasi profetico, che oggi suona agghiacciante. «Se proprio a fine serata qualcuno è troppo ubriaco e per caso cade in piscina, considerate l’idea di portare un costume in macchina». È uno dei passaggi dell’invito alla festa di laurea che si è trasformata in tragedia, tra l’1 e il 2 agosto, in una villa tra Aspra e Mongerbino, nel territorio di Bagheria.
A perdere la vita è stata Simona Cinà, 20 anni appena, giocatrice di beach volley, originaria di Capaci. Il suo corpo è stato ritrovato sul fondo della piscina, a serata quasi conclusa.
Doveva essere una notte di festa, di brindisi e balli con amici, e invece si è trasformata in un incubo. Simona, secondo quanto raccontano amici e presenti, aveva condiviso alcuni momenti della serata su Instagram, postando stories e immagini del viaggio da Capaci verso Bagheria, passando per una sosta con altri invitati.
La giornata era cominciata come tante altre: un allenamento di pallavolo, poi la preparazione per la festa. La villa scelta per i festeggiamenti si trova in via Sant’Isidoro Monte, con una vista suggestiva e una piscina che, nel cuore della notte, è diventata una trappola mortale.
I carabinieri stanno ora ricostruendo l’accaduto. Le indagini sono in corso per chiarire le cause del decesso, verificare se Simona sia scivolata o sia finita in acqua accidentalmente, magari dopo aver perso i sensi, o se siano coinvolti altri fattori. Al momento non si esclude nessuna ipotesi, compresa quella del malore o dell’incidente legato all’assunzione di alcolici.
Grande lo sgomento nella comunità sportiva siciliana. Simona era molto conosciuta nell’ambiente del beach volley e della pallavolo indoor, con una carriera ancora tutta da scrivere.
Una tragedia assurda, consumata durante una notte che doveva essere solo di allegria. E quel passaggio nell’invito, ironico ma ora dolorosamente reale, torna a colpire come un presagio beffardo.
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