Le situazioni scomode e tutti ... muti come le pietre
– Commissario, ma lo sanno tutti come stanno le cose! Pure le pietre!
– Lo so, ma le pietre non possono essere chiamate a testimoniare in un'aula di tribunale.
– E allora, commissario, cosa posso fare?
– Niente puoi fare, e anzi devi stare muto. Muto devi stare! Come le pietre!
Bisogna ammettere che questa Sit. Scom. è proprio avvilente, neppure la verve di Camilleri sarebbe riuscita a renderla divertente. E sapete perché? Perché si ispira a una dichiarazione di Giovanni Falcone. Vi ricordate chi è? Quello ucciso dalla mafia proprio perché ha ricercato la verità storica, distinguendola dalla verità giudiziaria. Lui, insieme a tanti altri magistrati che neppure nomino per il timore di dimenticarne qualcuno, perché sono davvero tanti, ha pagato con la vita. La loro morte non è retorica, è una ferita aperta nella nostra storia che ci impone una domanda ineludibile: se la loro ricerca della verità ha scatenato una violenza così efferata, non è forse già questa una prova sufficiente che toccavano una verità ben più grande e insopportabile per il potere mafioso? Una verità che non ha bisogno di carte bollate per urlare la sua esistenza?
Qualcuno più distratto si chiederà di cosa diavolo io stia parlando. Vorrei rassicurarlo: niente, tranquillo, va tutto bene... questo articolo è solo una scusa per parlare un poco della verità storica che molti tentano di mistificare: un mosaico ampio e complesso che non si alimenta solo di carte processuali, ma di contesti, di relazioni, di percezioni, di un sapere diffuso che attraversa le generazioni. La verità storica è il racconto non ufficiale, ma profondamente radicato, di ciò che tutti sanno o intuiscono. In Sicilia, questo sapere non è frutto di pettegolezzi, ma di una sensibilità acuta, affinata da decenni di convivenza forzata con un fenomeno pervasivo come la mafia. Si traduce nella capacità di leggere tra le righe, di decifrare silenzi, di riconoscere dinamiche e alleanze che, pur non arrivando mai in un'aula di tribunale, sono parte integrante del tessuto sociale e politico.
E poi ci sarebbe anche una terza verità, quella più amara e inconfutabile: la verità fattuale. Quella di chi ha provato a cucire insieme la verità storica e quella processuale, a dare un nome e un volto a quell'atteggiamento e a chi lo incarnava, finendo per pagare con la vita.
Tranquilli, non è successo niente. Chiacchiere di paese, nulla di dimostrabile.
Consigli per la lettura: Il giorno della civettadi Leonardo Sciascia, giusto per capire cosa intendeva il capitano Bellodì quando parlava di quaquaraquà.
Per cinque giorni si potrà entrare in un negozio di ottica e trovare anche del vino, assaggiare Barolo che hanno quasi novant’anni, visitare gli antichi orologi civici, mangiare una cena ispirata al territorio o...
di Katia Regina La storia militare insegna che esistono due modi per espugnare una fortezza: un assedio estenuante a colpi d’ariete oppure la stupidità congenita degli assediati.Virgilio, che di psicologia della disfatta se ne...
Due giorni, due mercati di sapori e un calendario fitto di appuntamenti: torna a Contrada Ciàvolo la seconda edizione della Festa del Pastore – Sagra dei sapori caseari e tradizione, in programma sabato 26 e domenica...
di Katia Regina C’è qualcosa di ferocemente beffardo nel modo in cui la realtà decide, ogni tanto, di umiliare la decenza. Non una crepa, non una contraddizione passeggera: una vera e propria detonazione logica che lascia...
Progetto Volley riapre le porte della palestra e dà il via alla nuova stagione sportiva a Marsala. I primi appuntamenti sono in programma lunedì e giovedì, dalle 17:30 alle 18:30, alla Palestra Grillo.Gli...