Antonini rilancia lo scontro sul Palazzetto: “Nessun debito col Comune di Trapani"
Valerio Antonini, patron romano della Trapani Shark, non si accontenta più di X. Il suo ego mediatico, già ben allenato alle dirette video e agli attacchi frontali, è sbarcato anche su Facebook. E lo ha fatto commentando, con toni tutt’altro che concilianti, l’articolo di Tp24 che metteva a confronto la vicenda del Palazzetto di Trapani con la recente sentenza della Corte dei Conti sullo stadio Renzo Barbera di Palermo.
Il nuovo fronte social
Nel suo commento, tra una volgarità e l'altra, Antonini respinge ogni addebito: sostiene che la Trapani Shark “non deve nulla al Comune”, riducendo la cifra contestata a poco più di 20mila euro, da compensare con i 15mila euro più IVA spesi nel 2023 per l’impianto antincendio, mai rimborsati. Accusa il Comune di essersi “inventato” che la trasformazione obbligatoria in Srl abbia fatto decadere la convenzione, affermando che i suoi avvocati amministrativisti avrebbero “smontato” questa tesi punto per punto.
Il tono, come sempre, è offensivo verso la stampa ed in aperto conflitto con l’amministrazione comunale.
Cosa dice davvero la convenzione
Il contratto, firmato il 21 settembre 2023, è chiaro su un punto fondamentale: “Sono a carico del Concessionario le spese inerenti ai consumi delle varie utenze (fornitura energia elettrica, Tari, gas, acqua, telefono, ecc.)” (art. 18).
Inoltre, l’articolo 8 stabilisce che il concessionario debba provvedere “a proprio totale onere e cura” a tutte le incombenze fiscali e rendicontare ogni anno entrate e uscite.
La concessione è stata possibile proprio in quanto la Trapani Shark era una società sportiva dilettantistica senza fini di lucro. Con il passaggio a Srl a scopo di lucro, il presupposto dell’affidamento diretto è venuto meno: è qui che nasce il braccio di ferro legale e politico.
L’attacco dell’opposizione
Mentre Antonini combatte la sua battaglia social, i consiglieri comunali di opposizione hanno diffuso una nota durissima: accusano il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessore allo sport Emanuele Barbara di piegare le istituzioni a logiche personali ed elettorali. Ricordano il rapporto stretto che li univa ad Antonini in campagna elettorale, fino alla cittadinanza onoraria e alle presenze fisse al Palashark. Contestano il ritardo di oltre un anno nell’affrontare la questione della trasformazione societaria, chiedendo perché il Consiglio comunale sia stato escluso e invocando la trasparenza dovuta a cittadini, squadra e tifosi. Sollecitano un intervento di Procura e Corte dei Conti per valutare l’intera vicenda.
“La verità politica è chiara – scrivono – quando Antonini serviva in campagna elettorale veniva celebrato; quando è diventato voce critica, è stato messo nel mirino”.
Intanto, il tavolo tecnico è fissato per il 19 agosto e il prefetto ha convocato sindaco, patron e vertici delle forze dell’ordine per il 21. Ma con queste premesse, e con questo stile ..., il rischio è che la soluzione tecnica resti un miraggio, mentre il conflitto diventa sempre più uno scontro di potere.
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