Luglio Musicale, il CdA replica: "Debiti pesanti, ma la continuità non è a rischio"
Il Luglio Musicale Trapanese risponde alle polemiche. Dopo giorni di clamore sulle condizioni economiche dell’ente, alimentate anche dalle critiche del leader di Futuro, Valerio Antonini, il Consiglio di amministrazione ha diffuso una nota per fare chiarezza. «I debiti ci sono – ammettono gli amministratori – ma la continuità aziendale non è in pericolo».
Il CdA, riunito lo scorso 1° settembre, ha voluto arginare il cosiddetto “effetto big bang” generato dall’uso politico della relazione dei Revisori del Comune, che invitava a prestare particolare attenzione alla gestione economico-finanziaria. «Ogni dato va letto e contestualizzato», sottolinea l’ente, che ricorda come gli attuali amministratori non percepiscano compensi e siano impegnati a garantire la salvaguardia del personale e della tradizione teatrale.
I numeri restano pesanti: circa 900 mila euro di debiti tributari, soprattutto legati agli anni 2015-2018. Una zavorra ereditata dalle gestioni precedenti. Dal 2022, spiegano i vertici, sono state attivate rateizzazioni e rottamazioni, oltre a un sistema di budget preventivi per evitare spese impreviste. Nel 2023 il consuntivo si è chiuso con un avanzo di oltre 44 mila euro, considerato un segnale di equilibrio ritrovato.
Il comunicato ricorda anche le cause del disavanzo: il recesso della Provincia di Trapani, che garantiva un contributo annuo di 270 mila euro, e la revisione straordinaria del 2020 affidata a Revicon, che mise in luce passività non registrate nei bilanci precedenti.
A garantire solidità, secondo il CdA, contribuisce anche il patrimonio: il Luglio detiene il 77% di Palazzo Lucatelli, immobile valutato oltre 1,8 milioni di euro, oggi oggetto di lavori di recupero.
«Non abbiamo mai voltato lo sguardo altrove», scrivono i consiglieri, ricordando che l’ente è sostenuto da Comune, Regione e Ministero della Cultura. «Siamo consapevoli delle difficoltà, ma lavoriamo con prudenza e trasparenza».
La replica si chiude con un invito a non farsi travolgere da notizie parziali e a distinguere tra le criticità eredite e il lavoro di risanamento in corso. L’obiettivo, spiegano, è assicurare che la musica continui a suonare senza interrompere una tradizione che dura da oltre settant’anni.
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