Sanità in crisi nel trapanese: mancano 50 medici nei Pronto soccorso
È emergenza nei Pronto soccorso dell’Isola: in provincia di Trapani si registra una forte carenza di personale medico e, nonostante i bandi di concorso, spesso non si presentano candidati. I numeri parlano chiaro: mancano 50 medici nei sei Pronto soccorso della provincia, un deficit enorme. All’ultimo bando di concorso si è presentato un solo candidato.
Già a marzo 2025 l’ASP di Trapani aveva cercato di correre ai ripari con la predisposizione di due graduatorie: in una, si prevedeva la possibilità per i medici specializzandi del secondo anno di entrare in corsia. Ad oggi sono 15 gli specializzandi che ne fanno parte, di cui 9 con contratto a tempo determinato. Questi ultimi, tuttavia, devono essere sempre affiancati da un tutor e potranno essere immessi in ruolo solo dopo aver conseguito la specializzazione.
La pianta organica dell'ASP
Attualmente, nell’area dell’emergenza-urgenza operano 73 medici: solo 25 di ruolo, 4 primari e 5 con contratto a termine.
Gimbe: "Lea, Sicilia sempre più indietro"
La Fondazione Gimbe segnala che i dati ministeriali sull’adempimento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) confermano un netto divario Nord-Sud. Nel Mezzogiorno, infatti, solo tre Regioni risultano promosse.
Secondo l’analisi condotta sulla base dei dati diffusi dal Ministero della Salute, otto Regioni e Province autonome hanno peggiorato le proprie performance, mentre tredici sono migliorate tra il 2022 e il 2023.
Gli indicatori ministeriali per la verifica dei Lea sono 88, suddivisi in tre macroaree: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Ventiquattro di questi indicatori, definiti “Core”, valutano in maniera sintetica l’erogazione dei servizi. Per essere considerate adempienti, le Regioni devono superare i 60 punti su 100 in ciascuna macroarea.
Nel 2023 hanno raggiunto la soglia minima Regioni come Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Piemonte e Sardegna, oltre ad altre sei. In fondo alla classifica, invece, quasi esclusivamente Regioni del Sud.
La Sicilia, con un peggioramento di 11 punti, si colloca al penultimo posto nazionale per prevenzione collettiva e sanità pubblica.
Faraoni: "Stiamo già lavorando per cambiare"
Alle critiche risponde l’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo Faraoni: “Ho la sensazione che, proprio mentre stiamo avviando profonde trasformazioni nei nostri assetti, consapevoli delle criticità del passato, si voglia distogliere l’attenzione con valutazioni legate a ciò che è già accaduto. È inutile guardare indietro: stiamo già lavorando per apportare i necessari mutamenti al nostro presente”.
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