×
 
 
09/09/2025 13:23:00

Si sono concluse le "Conversazioni" al Parco Archeologico di Marsala

Ultimo incontro del ciclo di conferenze “ Lilibeo incontra “, tenutosi sabato 06 settembre ,alle ore 19:00, presso la sala conferenze “ Maria Luisa Famà “ del museo Baglio Anselmi. A fare gli onori di casa la brava e dinamica direttrice, Anna Occhipinti, che ha introdotto l'argomento, mentre, la dott.ssa Maria Grazia Griffo ha presentato i relatori, tracciandone il ricco curriculum. Ha preso, quindi, la parola il dott. Salvatore De Vincenzo, precisando che le ricerche su Erice hanno preso avvio da alcuni anni, supportate dal sostegno delle Università degli Studi della Tuscia di Viterbo e della Freie Universitat di Berlino. Ha, successivamente, illustrato, avvalendosi di numerose diapositive , gli scavi condotti sulla cinta muraria di Erice, centro fondato da una popolazione , proveniente , probabilmente, dalla Grecia e stanziatasi nella Sicilia occidentale , intorno all' VIII sec. a. C. , gli Elimi. Erice, per l'altezza su cui è situata, 753 metri sul livello del mare, divenne centro importante sia dal punto di vista strategico militare per l'ampia visuale del territorio circostante ,sia come sede di un santuario, dedicato a Venere, dea dell' amore e della fertilità. Il centro fu , successivamente, abitato dai Fenici e Romani, che costrinsero gli abitanti a trasferirsi alla base del monte, nel loro emporio, Drepanon, l' odierna Trapani . I Romani avevano grandissima considerazione del tempio di Venere, tanto che, come attesta lo storico Diodoro Siculo, quando giungevano ad Erice, abbellivano il santuario con magnifici sacrifici ed onori e i consoli e i pretori, mettendo da parte l' austerità della loro carica, si dedicavano ai giochi e conversavano con le sacerdotesse, credendo , in questo modo, di fare della loro presenza , cosa gradita alla dea. Ha preso, successivamente, la parola la dott.ssa Chiara Blasetti Fantauzzi, che ha illustrato , dettagliatamente, i vari reperti venuti alla luce durante gli scavi e quelli conservati nel deposito del Museo Anselmi, come balsamari, statuette in bronzo di provenienza greca, oscilla punici, piccole sculture , rappresentanti una testa, che venivano appese nei giardini o negli interni delle case. Si conclude, così, il ciclo di conferenze, che ha avuto inizio il 06 luglio ed ha toccato vari argomenti di archeologia, registrando una larga affluenza di pubblico, cosa che è stata molto apprezzata dagli organizzatori e confermato, come ha sottolineato la direttrice, Anna Occhipinti, in chiusura dell'incontro, la validità dell' idea di “ mission “ dell' archeologo , che è non solo quella di studiare ed indagare le civiltà che ci hanno preceduto, ma, anche, quella di comunicare i risultati dei suoi studi e ricerche alla collettività, dalla quale, tra l'altro , provengono le necessarie risorse.


 

Leonardo Carbone