Omicidio Sara Campanella, la famiglia denuncia la madre del killer
Non ci sarà un processo per l’omicidio di Sara Campanella, la studentessa universitaria sgozzata in strada a Messina lo scorso marzo davanti a decine di testimoni. La Corte d’Assise di Messina ha dichiarato il non doversi procedere per morte dell’imputato, Stefano Argentino, compagno di università della vittima, che si è tolto la vita in carcere ad agosto.
Una formula giuridica che chiude il caso sul piano processuale, ma che non mette fine alle domande dei familiari della vittima: “Mancano ancora pezzi importanti”, dicono gli avvocati della famiglia Campanella. E intanto annunciano un nuovo capitolo: una denuncia contro la madre dell’assassino, Daniela Santoro.
La denuncia alla madre dell’assassino
Secondo i legali Cettina La Torre, Filippo Barbera e Riccardo Meandro, la donna sapeva tutto: era a conoscenza dell’ossessione del figlio per Sara, non ha fatto nulla per fermarlo e, anzi, dopo il delitto avrebbe persino cercato di aiutarlo a fuggire. I legali parlano di favoreggiamento e concorso morale nell’omicidio.
Un'accusa pesante, fondata su una memoria difensiva depositata in tribunale e su una lunga serie di messaggi tra Stefano Argentino e la madre, risalenti ai mesi precedenti l’omicidio e ai giorni successivi.
I messaggi tra madre e figlio
Dai messaggi depositati emergerebbe un rapporto malato e complice: Argentino avrebbe raccontato alla madre ogni suo passo, ogni pedinamento, ogni dettaglio ossessivo legato a Sara. “Ha cambiato zaino, è scesa dall’autobus”, scriveva. Lei, invece di scoraggiarlo, avrebbe risposto con frasi come “Tu ce l’hai ormai nella testa”, o peggio: “Dai tempo al tempo”, “Volere è potere”.
C’è anche un messaggio in cui la donna gli suggerisce di non parlare in carcere per non essere intercettato.
Infine, dopo l’omicidio, è stata proprio la madre a recuperare il figlio a Messina e portarlo in una casa vacanza, dove poi è stato arrestato. Lei ha detto agli inquirenti di aver saputo del delitto solo durante il tragitto, ma per i legali della famiglia Campanella questo non basta.
Una denuncia simbolica?
Per l’avvocato della famiglia Argentino, Giuseppe Cultrera, si tratta di “un accanimento contro una madre che ha perso un figlio”. E aggiunge: “Verrà tutto archiviato”. Ma la denuncia resta, anche se la strada per dimostrare un concorso morale o un favoreggiamento è giuridicamente molto complessa.
Dietro la battaglia legale c’è anche la questione del risarcimento: con la morte di Stefano Argentino, anche questo percorso diventa tutto in salita.
Alla fine, restano una ragazza uccisa, un suicidio, un processo che non si farà mai. Ma soprattutto, una verità che per la madre di Sara Campanella è ancora lontana:
“Se ci sono responsabilità, si trovino”, dice. Anche se, a questo punto, è difficile che sia la giustizia a darle le risposte.
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