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15/09/2025 06:00:00

"La Sicilia è da cancellare". La lite Calenda - Schifani

Carlo Calenda, leader di Azione e senatore della Repubblica, non perde occasione pubblica per dire e ribadire che la Sicilia va male.
L’ultimo episodio è avvenuto durante la convention Azzurra Libertà, organizzata dai Giovani di Forza Italia a San Benedetto del Tronto, dietro le quinte Calenda ha detto al governatore Renato Schifani:  “Sai cosa penso della Sicilia… è da cancellare, da cancellare.” 

 

Un botta e risposta finito  peggio, Schifani ha citato l’ottima crescita della Sicilia in termini di PIL negli ultimi anni, ma Calenda avrebbe insistito con attacchi al sistema regionale definendolo clientelare, costoso ed inefficiente, e criticando il voto segreto in ARS. Il governatore ha lasciato la convention e, rinunciando  al suo intervento, ha dichiarato poi all’Ansa: “Calenda ha offeso la Sicilia, un comportamento assurdo da parte di un ospite, lui era a casa mia in quel momento”.
La replica di Calenda non è tardata ad arrivare: “Mi spiace che Schifani si sia offeso. Semplicemente gli ho detto ciò che penso. I siciliani sono vittime di una sistema clientelare, costoso e inefficiente. Un sistema che non è nato ieri ma che ha accompagnato la storia della regione dallo statuto speciale”.

 

Il post e la solidarietà
Il presidente ha affidato ai social l’amarezza per l’ accaduto: “Come siciliano e come presidente della Regione Siciliana non posso tollerare le gravi parole pronunciate da Carlo Calenda. Quando ha detto che la Sicilia “dovrebbe affondare” e che le Regioni andrebbero cancellate. Parole pronunciate per di più da un leader politico e rappresentante delle istituzioni.Ho provato a ribattere con i fatti e con i risultati ottenuti ma di fronte a un cieco pregiudizio ho rinunciato a discutere. La Regione Siciliana merita rispetto, come le sue Istituzioni, e continuerò a difenderla in ogni sede e da chiunque, con serietà e dignità istituzionale”.
Immediato l’intervento della DC, con il segretario regionale Stefano Cirillo: "Il disprezzo di Carlo Calenda nei confronti della Sicilia e dei siciliani ha raggiunto l’apice  con la mancanza di rispetto oggi al Presidente. La Sicilia che va cancellata è quella che ha eletto Carlo Calenda a rappresentarla.
L’unico da confinare lontano dalla nostra terra è proprio lui, che con le sue parole ha offeso milioni di siciliani. A novembre dovrà comunque presentarsi in tribunale in Sicilia per rispondere alla mia denuncia, dopo le sue precedenti offese. La Sicilia non si cancella, si difende. E la difenderemo sempre da chi la insulta”.

 

 


Stefano Pellegrino(FI) ha stigmatizzato le parole di Calenda:“Esprimiamo la nostra più ferma solidarietà al presidente Schifani per gli inaccettabili attacchi verbali ricevuti dal senatore Calenda nel corso di una manifestazione pubblica del nostro partito. Appare quantomai singolare – e profondamente incoerente – che tali affermazioni provengano da un rappresentante eletto in Sicilia, quando negli ultimi tre anni non risulta chiara quale azione concreta abbia mai intrapreso in sede parlamentare per rappresentare e tutelare gli interessi della nostra Regione”.

 


Chi è Calenda
Non è solo il leader di Azione, partito che al sondaggio dell’8 settembre è al 3,3% nazionale, ma è senatore della Repubblica eletto nel 2022 nella lista del Terzo Polo(Azione+Italia Viva), nella circoscrizione Sicilia-01. Dietro di lui Teresa Bellanova. 
Nessuno si indigna per Calenda, che in Sicilia fu catapultato dal partito, al pari della Fascina in Forza Italia. Con la differenza marcata che la Fascina non ha mai messo piede in Sicilia, e nemmeno in Parlamento, mentre Calenda arriva solo per criticare, eppure la Sicilia occidentale non ricorda una sola azione messa in campo o a sostegno di un territorio che lo ha eletto.
Lo ha ricordato molto bene l’assessore regionale Mimmo Turano(video).


Tajani blinda Schifani
La settimana scorsa il segretario nazionale di Forza Italia, in video collegamento, mentre si svolgeva una  riunione dei deputati regionali di Forza Italia, ha ribadito: “Il valore di un partito aperto al confronto democratico”, richiamando poi che le questioni si discutono all’interno del partito e non sulla stampa: “Esistono sedi e tempi dedicati al dibattito interno, come l'imminente congresso regionale, dove ciascuno potrà presentare le proprie proposte e idee con lealtà e trasparenza. Il continuo scambio di comunicazioni a mezzo stampa senza un vero dibattito e un reale confronto, non è utile al partito e tradisce la fiducia dei nostri iscritti, che meritano chiarezza e coesione".
Tajani ha però blindato il lavoro finora svolto da Schifani e i "Risultati straordinari ottenuti da Forza Italia in Sicilia, primo partito per numero di eletti e con migliaia di iscritti. Un successo reso possibile dal lavoro congiunto del governo regionale, dei deputati regionali sul territorio e dall'efficace coordinamento della segreteria regionale guidata da Marcello Caruso.  Proprio la forza e il radicamento del partito nei diversi territori è garanzia di efficacia del nostro lavoro nel governo nazionale come forza liberale e moderata, impegnata a garantire stabilità e riforme concrete legate ai bisogni dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. Stiamo lavorando per il taglio dell'Irpef a favore delle famiglie e dei redditi medio-bassi, per liberare risorse da destinare alla competitività del sistema paese e delle sue imprese, per rafforzare i servizi territoriali a partire da quelli sanitari”.