È calendarizzata per lunedì 16 febbraio la prosecuzione del Consiglio comunale straordinario e aperto sul documento programmatico degli interventi di difesa idraulica per la città di Trapani.
La precedente seduta del 7 febbraio era stata aggiornata dal presidente anziano Giovanni Parisi, in sostituzione del presidente del Consiglio Alberto Mazzeo, a causa della bagarre scoppiata in aula durante l’intervento dell’ingegnere comunale Orazio Amenta, chiamato a relazionare. Una relazione giudicata dall’opposizione “troppo politica”, che ha innescato uno scontro verbale acceso tra il consigliere Salvatore Daidone e il sindaco Giacomo Tranchida.
Il risultato è stato un clima da resa dei conti, con toni e suggestioni poco consone a un’aula istituzionale, e con il tema del dissesto idrogeologico finito rapidamente in secondo piano.
Dai social all’aula
In vista del 16 febbraio, i social stanno offrendo un’anticipazione di quello che potrebbe accadere. Il consigliere Daidone ha preannunciato, con post allusivi e immagini generate con intelligenza artificiale, interventi che spaziano da presunti debiti di assessori fino ad annunci di rivelazioni personali, con tanto di nomi e dettagli su presunti tradimenti.
Non è la prima volta che il consigliere annuncia “rivelazioni” via social, ma stavolta lascia intendere che porterà tutto direttamente in aula. Al di là della veridicità o meno di queste indiscrezioni, la questione centrale resta un’altra: quale attinenza avrebbero simili argomenti con il dissesto idrogeologico o con il nuovo PUG?
Il nodo vero: dissesto e piano urbanistico
Il punto politicamente più delicato è infatti il rapporto tra il piano di difesa idraulica e il nuovo Piano urbanistico generale. In che misura gli interventi contro il dissesto incideranno sulle possibilità edificatorie? Quali limiti e vincoli imporranno alla trasformazione del territorio?
Il dissesto idrogeologico è oggi un’emergenza strutturale per tutta la Sicilia. Decenni di abusivismo e trasformazioni del suolo hanno eroso coste, cancellato canali naturali, impermeabilizzato aree fragili. Il prezzo si paga ora, tra alluvioni e rischi crescenti.
In questo contesto, la discussione sul Canale Scalabrino, sulla sua esistenza o tombatura, o sull’ipotesi di convogliare le acque bianche verso il porto, dovrebbe essere affrontata con rigore tecnico e visione strategica, non come terreno di scontro permanente.
Uno scontro che paralizza
Eppure, in aula sembra prevalere la logica dello scontro per lo scontro. Una dinamica alla quale la maggioranza tranchidiana non è estranea, tra esternazioni sopra le righe, dichiarazioni inopportune e una tenuta numerica che spesso non garantisce neppure il numero legale.
Lunedì 16 febbraio sarà quindi un banco di prova. I post social potrebbero dissolversi come altre minacce rimaste lettera morta, oppure la seduta potrebbe trasformarsi in un nuovo teatro di tensioni.
In gioco, però, non ci sono solo schermaglie politiche. Documento contro il dissesto e PUG sono strumenti destinati a orientare lo sviluppo della città per i prossimi vent’anni. Ridurli a cornice di regolamenti di conti personali sarebbe un lusso che Trapani non può permettersi.