Trapani Shark e l’hotel di Piacenza: il conto non pagato finisce in decreto ingiuntivo e ...
Chi lo dice che il giornalismo dà solo cattive notizie? Questa è una storia a lieto fine, una storia che segue il comandamento biblico: “Onora i tuoi debiti”.
Eppure, per arrivare al finale, bisogna attraversare un percorso che racconta qualcosa di interessante circa i fuori scena che si agitano intorno – e dentro – il business sportivo dell'imprenditore romano, cittadino onorario di Trapani, Valerio Antonini, oggi leader del partito Futuro.
Partiamo, appunto, dalla fine.
Il 28 agosto scorso, una mail PEC firmata dall’avvocata Erika Opizzi, del foro di Piacenza, informava alcune banche e alcune aziende che “a seguito della procedura esecutiva azionata, la Trapani Shark ha onorato integralmente il proprio debito nei confronti della mia assistita”. Fine della storia. Debito estinto, pace fatta. Ma di quale debito da onorare si trattava?
Per capire di che si tratta bisogna tornare indietro, al 14 febbraio 2025, quando il Giudice di Pace di Piacenza emette un decreto ingiuntivo: la società di basket trapanese deve 5.407 euro (più spese e interessi, per un totale di 7.225 euro) a Villa Costanza, un piccolo ma elegante hotel a Pontenure, in provincia di Piacenza. Ospitato in un casale dell'800 vicino all'autostrada A1, questo elegante hotel vanta anche una piscina e un giardino con giochi d'acqua.
Un conto semplice, quello dell'albergo, di quelli che non richiedono perizie o arbitrati. Eppure non viene saldato.
Da qui la decisione della società che gestisce la struttura alberghiera di ricorrere al decreto ingiuntivo. Ripasso di diritto: il decreto ingiuntivo è un ordine emesso da un giudice, su richiesta di un creditore, che intima a un debitore di pagare una somma di denaro o consegnare un bene, entro un termine stabilito, come i 40 giorni successivi alla notifica. Questa procedura è - sulla carta - una via rapida ed economica per il creditore di recuperare un credito certo, liquido ed esigibile, a patto che si dimostri con una prova scritta. Se il debitore non contesta il decreto entro i termini, questo diventa esecutivo e consente al creditore di procedere al pignoramento dei beni del debitore.
Nel caso delle vicende imprenditoriali di Antonini in diverse occasioni si è parlato di decreti ingiuntivi per prestazioni non pagate. Su Tp24 abbiamo raccontato ad esempio del decreto ingiuntivo dell'ex commercialista di Antonini, Vulpetti. Altri imprenditori e professionisti hanno chiesto l'emissione dello strumento per crediti non pagati, tanto che addirittura Le Iene hanno fatto un servizio televisivo sulla vicenda. Va detto anche che l'interessato Valerio Antonini, si è sempre opposto a queste ricostruzioni parlando di "complotti ai suoi danni", di "truffatori", e altro.
Ma torniamo a noi. Trapani Shark non paga l'hotel, che pertanto chiede ed ottiene un decreto ingiuntivo.
Antonini non oppone neanche resistenza al decreto ingiuntivo. Evidentemente, era chiaro che non c’era margine di difesa. Il 21 Giugno 2025 il decreto ingiuntivo diventa pertanto esecutivo.
Passano i mesi. Nessun bonifico. Nessuna quietanza. Così, all’inizio di agosto 2025, la società che gestisce l'albergo, e che da Maggio 2024 attende invano il pagamento di una fattura, ricorre al pignoramento presso terzi. Altro ripasso di procedura civile: il pignoramento presso terzi è un atto di esecuzione forzata in cui un creditore (in questo caso l'albergo) aggredisce i beni o i crediti del debitore (la squadra di basket) che si trovano nella disponibilità di un terzo (ad esempio, i fondi su un conto corrente bancario, altri crediti...). La procedura richiede la notifica di un atto di pignoramento al terzo, che è tenuto a vincolare i beni o le somme dovute al debitore..
Gli ufficiali giudiziari notificano il pignoramento presso terzi e mettono nero su bianco l’elenco dei possibili creditori coinvolti: ci sono le banche Bper, Revolut Bank, ma anche gli sponsor del Trapani Shark: Castiglione (che produce tonno lavorato), Sottile (supermercati), A29 (energy company di Mazara) ed altre ditte: Macron, Sixtus, L.T. Costruzioni, De Maria. Tutti informati che il club di Antonini aveva lasciato scoperto un albergo per appena settemila euro. Che diventano 10.800 con le spese, escludendo imposte ed interessi. Non una bella cosa, diciamo.
Due settimane dopo, per fortuna avviene il saldo. Il debito viene onorato integralmente, la procedura si chiude, Villa Costanza rinuncia a ogni ulteriore azione legale. Amen.
Il comandamento è stato rispettato: “onora i tuoi debiti”.
Ma la domanda resta: perché mai una società con un bilancio milionario, con sponsor internazionali e con un patron che veste Louis Vuitton ed ama parlare di milioni, e che si candida alla guida della città di Trapani, ha lasciato che si arrivasse al pignoramento presso terzi per poche migliaia di euro?
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