Si vive meglio nelle piccole città. Ma Trapani resta indietro. Lo studio
In Europa si vive meglio nei piccoli centri. Ma Trapani, ancora una volta, è fanalino di coda. A dirlo non è un semplice sondaggio, ma uno studio scientifico pubblicato sulla rivista The Lancet Planetary Health e condotto dal Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal). L'indice, chiamato Healthy Urban Design Index (HUDI), ha valutato 917 città europee in base a 13 indicatori di salute urbana, e Trapani si è classificata 624esima su 638 nella sua categoria. Un dato preoccupante, che indica quanto la città fatichi a garantire benessere, servizi, spazi verdi e mobilità sostenibile ai suoi abitanti.
A guidare il team di ricercatori è stata Federica Montana, epidemiologa marsalese trasferita in Spagna, che ha dichiarato: «Nessuna città ha ottenuto un punteggio superiore a 7 su 10. Ma Trapani mostra carenze evidenti in ambiti chiave come il verde accessibile, la mobilità pubblica e la densità urbana. Lo studio vuole essere uno strumento per aiutare le amministrazioni a individuare le criticità e progettare città più sane».
Meglio i piccoli centri
In generale, sono proprio le città di piccole dimensioni a garantire le condizioni migliori per la salute e il benessere. Sul podio europeo troviamo Pamplona (Spagna), Ginevra (Svizzera) e Harlow (Regno Unito). Tra le italiane, spicca Campobasso, che è addirittura prima tra i piccoli centri europei, seguita da Bolzano e Cagliari.
Le grandi metropoli faticano sul piano ambientale, ma vincono su trasporti e pianificazione urbana. Roma, unica grande città italiana presente, è solo 560esima, dietro Milano, Napoli e Torino.
I dati di Trapani
E Trapani? Male. Molto male. Secondo l’HUDI, Trapani si colloca alla posizione 624 su 638 nella categoria delle piccole città, con un punteggio medio HUDI di 4,09 su 10. Lo studio evidenzia criticità evidenti in quasi tutti i parametri chiave:
Urbanistica:
Densità abitativa molto bassa (10,46 abitazioni per ettaro contro un range ideale di 45–175).
Buona la compattezza urbana (80/100) e la presenza di edifici di media altezza (quasi il 90% ha 5-6 piani).
Solo il 41% della popolazione ha accesso a superfici permeabili (es. suolo non asfaltato), importanti per la gestione del calore urbano e delle acque piovane.
Trasporti:
Le infrastrutture pedonali coprono appena il 3,65% della rete stradale.
Il dato sull’uso della bici è assente o non rilevato.
Solo il 5,75% dei cittadini ha una fermata dell’autobus a meno di 300 metri da casa.
Ambiente:
I livelli di PM2.5 (particolato sottile) sono pari a 14,12 µg/m³, entro i limiti OMS ma comunque significativi.
Il biossido di azoto (NO2) è a 19,05 µg/m³.
L’effetto isola di calore è contenuto, con un valore di -0,48 (più basso è, meglio è).
Spazi verdi:
Solo il 39% della popolazione vive in aree con buona presenza di vegetazione.
Appena il 19,4% ha accesso a uno spazio verde di almeno mezzo ettaro vicino casa.
Solo il 14% può raggiungere a piedi un grande parco di almeno 5 ettari entro 2 km.
Cosa c'è da fare a Trapani
Il punteggio HUDI è uno strumento utile per pianificare interventi mirati, perché consente di individuare le criticità e confrontarsi con realtà simili. A Trapani servono più spazi verdi accessibili, infrastrutture per pedoni e ciclisti, un sistema di trasporto pubblico capillare. E soprattutto, una visione urbanistica che metta al centro la salute e la qualità della vita.
Piccole città come Trapani hanno il potenziale per migliorare in fretta. Ma servono scelte coraggiose e progetti concreti. Lo spazio, almeno in questo caso, c'è.
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