Sicilia al sesto posto per operazioni bancarie sospette. Sono 345 nel trapanese
Sono 345 le segnalazioni di operazioni bancarie sospette nel trapanese. Palermo e Catania guidano la classifica tra le province siiciliane. A livello nazionale boom di casi: +15,6% rispetto al 2024.
Nel primo semestre del 2025 la Sicilia si conferma tra le regioni più esposte al rischio di operazioni finanziarie sospette. Con 4.526 segnalazioni, l’Isola si piazza al sesto posto nella graduatoria nazionale, dietro a Lombardia (14.815), Campania (10.439), Lazio (7.784), Emilia Romagna (5.519) e Veneto (5.123). A darne notizia è Gabriele Urzì, dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo.
I numeri in crescita a livello nazionale
Il fenomeno non riguarda soltanto la Sicilia. Secondo i dati nazionali, tra gennaio e giugno 2025 sono state registrate 80.930 operazioni sospette, con un incremento del 15,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. A segnalare la maggior parte dei casi sono stati soprattutto banche e poste, che da sole hanno trasmesso oltre la metà delle comunicazioni (56,4%). A contribuire in maniera significativa anche gli operatori del settore giochi e scommesse, gli istituti di pagamento e i prestatori di servizi per le cripto-attività.
Sicilia: Palermo e Catania in testa
All’interno della regione, il primato spetta a Palermo, che da sola conta 1.346 segnalazioni, seguita da Catania con 1.084. Più distaccate Messina (531), Agrigento (352), Trapani (345) e Siracusa (343). In coda Ragusa (270), Caltanissetta (173) ed Enna (82).
Tipologia delle segnalazioni
Nel dettaglio, a livello nazionale il 56,4% delle segnalazioni proviene da banche e poste, il 23,3% da altri intermediari finanziari e il 20,3% da soggetti non finanziari. La quasi totalità dei casi (80.751) riguarda sospetti di riciclaggio di denaro, mentre 170 segnalazioni sono legate al finanziamento del terrorismo e 9 al sostegno di programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa.
Gli strumenti di contrasto
Secondo Urzì, un contributo decisivo alla lotta contro i reati finanziari arriverà dall’adozione di sistemi di monitoraggio più sofisticati da parte della Unità centrale della Banca d’Italia. «In un contesto globale sempre più complesso – sottolinea – le banche rivestono un ruolo cruciale nella lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Contrastare questi fenomeni non è solo un obbligo normativo, ma un impegno etico per tutelare legalità e fiducia nel sistema finanziario».
Le banche, conclude Urzì, continueranno a investire in tecnologie, formazione e cooperazione per rendere il crimine finanziario sempre più difficile da nascondere.
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