Trapani, caso Ciaccio Montalto: niente degrado a scuola, la discarica è della Regione
Una scuola sporca, in condizioni igieniche pessime, con tanto di discarica. È quello che ha denunciato in Consiglio comunale il consigliere Nicola Lamia, capogruppo di Fratelli d’Italia. Ha mostrato un video, parlato di rifiuti e bottigliette, e chiesto conto all’amministrazione: “I nostri figli non possono studiare in questo degrado”.
Poi la dirigente scolastica della Ciaccio Montalto, Anna Maria Sacco, ha preso la parola e ha smontato tutto. “Io ci tenevo a smentire quanto detto nell’interrogazione. Le condizioni igienico-sanitarie sono idonee. I cortili interni sono puliti, i bambini sono al sicuro. Quella foto che gira non riguarda la scuola, ma un’area oltre due recinzioni, vicina ai magazzini. E comunque lì vengono accantonati materiali da smaltire che la ditta ritira periodicamente”.
Dentro la scuola i giardini sono puliti, scerbati, controllati. Eppure il problema c'è, come segnalato dai genitori al consigliere Nicola Lamia, e riguarda, come denununciato nell'interrogazione, l'area adiacente alla scuola. Una mini discarica a cielo aperto e di facile accesso, caratterizzata da rifiuti ingombranti e verde incolto.
La polemica però non si è fermata. Lamia ha ribadito la sua posizione: “La mini discarica c’è e va tolta subito. Non dire che non esiste, è un’assurdità”.
Vero, ma.. "non è competenza del Comune". A dirlo è stato il sindaco Giacomo Tranchida: “Hanno scambiato il cortile della scuola con il terreno dell’Ipab Serraino Vulpitta, che è della Regione Siciliana. Se Lamia vuole chiarimenti, scriva a Schifani. L’interrogazione era indirizzata al soggetto sbagliato”.
Il sindaco ha rincarato la dose parlando di “strumentalizzazione politica vergognosa che mortifica un’istituzione pubblica come la Ciaccio Montalto”. E ancora: “Siamo davanti, nella migliore delle ipotesi, a un consigliere che non conosce il territorio che amministra. Nella peggiore, a chi usa la scuola e i bambini come terreno di battaglia politica”.
Tranchida ha poi spiegato di avere già contattato il commissario dell’Ipab: “Gli ho dato i recapiti della ditta comunale che si occupa dei rifiuti. La Regione deve raccogliere e scerbare per conto suo. Dopo interverremo noi per completare la rimozione. Ma confondere competenze e lanciare accuse infondate non aiuta la città”. (audio nel video)
Nel frattempo il sindaco ha chiamato il commissario dell’Ipab, ordinando di pulire e coordinarsi col Comune per rimuovere tutto. Ma il danno politico è fatto. In Consiglio il clima si è scaldato, tra accuse di falsità, repliche piccate e perfino un insulto all’assessora alla Pubblica Istruzione, Giulia Passalacqua, definita da Lamia “pagliaccia politica”.
Questa volta la scuola Ciaccio Montalto non c’entrava. Dentro tutto pulito e in regola. Fuori, un cortile della Regione. Ma intanto i bambini, le famiglie e i cittadini si chiedono: perché per scoprire la verità bisogna passare da un ring politico?
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