“Operazione mafia”: la lotta silenziosa degli uomini dello SCO contro Cosa Nostra
«Tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, in Sicilia, il silenzio faceva più rumore delle bombe. Era un silenzio che uccideva. Che copriva le voci, che seppelliva i morti, che rendeva invisibili i carnefici. […] Lo Stato, in quegli anni, guardava. Ma non vedeva. Oppure fingeva di non vedere. Poi accadde qualcosa».
Da questa crepa nel silenzio prende avvio Operazione mafia (Newton Compton Editori, 2025), il libro firmato dal Gruppo Sco 1.0 con Ivan Brentari.
Non un saggio asciutto né un romanzo di fantasia, ma un’opera ibrida che unisce narrazione e memoria: tredici poliziotti, tredici voci che, per la prima volta, raccontano dall’interno le indagini più cruciali condotte dal Servizio Centrale Operativo (SCO) della Polizia di Stato contro Cosa Nostra.
Il volume attraversa oltre un decennio di storia italiana, dagli anni Ottanta fino alle stragi del ’92-’93. Racconta come un’indagine partita da un sequestro di eroina apparentemente marginale si sia trasformata in una lunga battaglia investigativa che avrebbe portato al Maxiprocesso di Palermo, alla protezione del collaboratore Tommaso Buscetta, alla cattura di boss come Nitto Santapaola e Giuseppe Lucchese.
Sono gli anni in cui gli investigatori dello SCO lavorano senza orari, spesso isolati e sotto minaccia, al fianco di magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, con cui condividono rischi e sacrifici. Una squadra di giovani poliziotti impegnati a pedinare, intercettare, inseguire carichi di droga ai quattro angoli del mondo.
Ma il valore del libro sta soprattutto nel tono scelto dagli autori: Operazione mafia non è un’agiografia, non mette al centro l’eroismo, bensì la fragilità e la tensione di chi indaga.
Ogni capitolo si chiude con un’intervista personale ai protagonisti, che non pretendono di offrire verità assolute, ma frammenti di coscienza. Sono confessioni intime: il dubbio che accompagna ogni decisione, il peso morale delle scelte, la solitudine di chi agisce lontano dai riflettori.
Il risultato è un racconto che restituisce dignità a un lavoro oscuro e silenzioso, spesso ignorato dall’opinione pubblica ma decisivo per la storia del Paese. Come sottolineano gli stessi autori, «dietro ogni arresto che fa notizia c’è un lavoro oscuro, faticoso, imperfetto. Un lavoro che non sempre riceve riconoscimenti, ma senza il quale, forse, oggi racconteremmo un’altra storia».
Operazione mafia è quindi più di un libro di inchiesta: è la testimonianza corale di una generazione di poliziotti che ha fatto la differenza nella lotta alla mafia, pagando un prezzo alto in termini di rischio personale, ma lasciando in eredità un pezzo fondamentale della nostra democrazia.
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