Carmen Consoli: con “Amuri Luci” canta le nostre radici e dichiara guerra all'indifferenza
È tornata, con la forza gentile e inesorabile di sempre. Carmen Consoli pubblica Amuri Luci, il suo nuovo album – uscito il 6 ottobre – che segna l’inizio di una trilogia musicale dedicata alla parola. Un lavoro potente e poetico, in cui la “cantantessa” torna alle origini, alle sue radici siciliane e mediterranee, per cantare l’amore, la memoria e la resistenza.
“Amuri Luci” è un disco che parla la lingua di casa e del mito: il siciliano si intreccia al greco e al latino, i versi di Ignazio Buttitta incontrano le ombre di Peppino Impastato, echi di Teocrito e Ovidio si fondono con melodie che oscillano tra la tradizione e la modernità. Carmen Consoli si conferma così una delle pochissime artiste italiane capaci di far convivere nella stessa musica il dialetto e la classicità, la lotta politica e la dolcezza di una ballata.
“La terra di Hamdis”, con Mahmood: un canto universale
Tra i brani più intensi del disco c’è La terra di Hamdis, cantata insieme a Mahmood. È una canzone che spinge lo sguardo oltre i confini, verso il dolore dei popoli costretti alla fuga, le radici spezzate, la memoria dell’esilio. Consoli e Mahmood intrecciano le loro voci in un dialogo di due mondi che si riconoscono fratelli, due mari che si incontrano. “È una preghiera laica – ha raccontato Consoli – per chi è costretto a lasciare la propria terra, per chi viene ignorato o dimenticato. Canto la speranza che nessuno debba più essere straniero”.
Tra impegno e poesia
In Amuri Luci la musica è strumento di denuncia. Carmen non ha mai nascosto la sua inquietudine verso il potere e le sue derive, ma in questo disco la rabbia si trasforma in lucidità: un canto che si oppone alla prepotenza, all’indifferenza e al silenzio. “Il compito dell’arte – spiega – è quello di conservare la memoria e di fare domande. Non di consolare, ma di risvegliare”.
Un album politico e spirituale
Prodotto con cura maniacale, il disco attraversa atmosfere diverse: momenti acustici, sonorità folk, aperture orchestrali e suggestioni elettroniche. Ma a tenere insieme tutto è la parola: quella che consola e ferisce, che nomina il dolore e lo riscatta. È un disco che non ha paura della complessità, né di essere scomodo. “Amuri Luci” non è un ritorno, ma una rinascita: Carmen Consoli non racconta solo sé stessa, ma un’intera civiltà che rischia di perdere il senso delle sue radici.
Come scrive Rainews, è un lavoro che “sta dalla parte di chi soffre la prepotenza del potere”. Ma è anche un inno alla bellezza, al coraggio di chi resiste.
E così, ventotto anni dopo Confusa e felice, Carmen Consoli continua a essere la stessa: lucida, indomita, profondamente siciliana. E Amuri Luci, più che un disco, è una dichiarazione d’amore alla sua terra — e a quella parte di umanità che ancora crede nella luce.
Per cinque giorni si potrà entrare in un negozio di ottica e trovare anche del vino, assaggiare Barolo che hanno quasi novant’anni, visitare gli antichi orologi civici, mangiare una cena ispirata al territorio o...
Dieci giorni di concerti, dal 20 al 30 settembre, e un programma che passa dalla musica da camera alla coralità, dall’organo all’elettronica, fino al crossover e al pop rock. Torna il Festival Scontrino, la rassegna promossa dal...
Due giorni, due mercati di sapori e un calendario fitto di appuntamenti: torna a Contrada Ciàvolo la seconda edizione della Festa del Pastore – Sagra dei sapori caseari e tradizione, in programma sabato 26 e domenica...
Una voce soul e blues e una banda musicale di paese. Due mondi che, almeno sulla carta, sembrano distanti e che a Gibellina proveranno a stare sullo stesso palco, con un repertorio costruito attorno a Mina, Whitney Houston e Aretha Franklin.Domenica...
Progetto Volley riapre le porte della palestra e dà il via alla nuova stagione sportiva a Marsala. I primi appuntamenti sono in programma lunedì e giovedì, dalle 17:30 alle 18:30, alla Palestra Grillo.Gli...