Mazara: il convegno “Il ruolo del Codice della Crisi nel rilancio dell’economia italiana"
Mazara del Vallo, per il secondo anno consecutivo, si conferma capitale del diritto d’impresa e laboratorio di idee per la rinascita economica. Nella città crocevia di popoli e culture, si è tenuto il convegno “Il ruolo del Codice della Crisi nel rilancio dell’economia italiana”, che ha riunito i protagonisti della rivoluzione normativa avviata nel 2012 con la “Legge Salva Suicidi” e culminata nel 2022 con l’introduzione del Codice della Crisi e dell’Insolvenza.
Secondo i dati diffusi da Unioncamere, in quattro anni di applicazione della composizione negoziata – lo strumento più innovativo introdotto dal nuovo Codice – sono state presentate circa 3.500 domande. Di queste, 2.000 sono state chiuse con un esito positivo per 420 imprese e 24.000 lavoratori, senza contare l’indotto.
In Sicilia, la media è più bassa: una decina di aziende salvate su circa ottanta casi presentati, pari a una su sei. Tra i casi più noti, quello del petrolchimico di Gela.
La composizione negoziata è oggi il primo strumento per numero di casi in Italia: ha superato concordati e accordi tradizionali. La sua forza è nella rapidità – dai 6 ai 12 mesi per definire il destino dell’impresa – e nella continuità aziendale, perché l’imprenditore resta alla guida, affiancato da un esperto (avvocato, commercialista o manager) che media con i creditori e favorisce le soluzioni.
Si accede tramite le Camere di Commercio, senza passare dai tribunali: un percorso snello, digitale, a basso costo, pensato per intervenire prima che la crisi diventi irreversibile.
Dalla cultura del fallimento al diritto al riscatto
“Divulgare queste informazioni affinché nessuno debba più sentire il peso e la disperazione della crisi è il nostro scopo”, ha affermato Antonio Giulio Alagna, avvocato d’impresa e promotore dell’incontro insieme al socio Salvatore Castiglione.
Alagna ha ricordato come le norme fallimentari italiane, introdotte nel 1942, siano rimaste immutate per settant’anni, “repressive verso il debitore, a cui toccava lo stigma del fallimento”.
“Quelle norme – ha aggiunto – derivavano da un’antica cultura punitiva: si segnava con una croce la casa del debitore, si parlava di ‘finire sul lastrico’ perché l’insolvente veniva messo in strada, o di ‘bancarotta’ perché i creditori rompevano il banco di lavoro. Fino a pochi anni fa, la sentenza di fallimento veniva ancora affissa sulla porta del tribunale”.
Dalla legge salva siucici al Codice della crisi
Il vero cambio di passo, spiega Alagna, è arrivato nel 2005 con una visione più “anglosassone”, che considera il fallimento come un’esperienza da cui ripartire, “la stessa che ha dato vita a storie come quelle di Trump e Jobs”.
Nel 2012 è arrivata la Legge Salva Suicidi, che ha aperto alla possibilità di ristrutturazione anche per privati e piccoli imprenditori, e nel 2022, con il Decreto legislativo n. 83, è stato definito il Codice della Crisi: “una riforma – sottolinea Alagna – che ha cambiato l’approccio culturale al debito e al risanamento d’impresa”.
Tra i salvataggi più noti resi possibili da questi strumenti, figurano Trussardi, Coin, Furla e Conbipel.
Gli interventi degli esperti
Al convegno di Mazara sono intervenuti autorevoli esperti di diritto d’impresa: Prof. Marcello Pollio (Università UniPegaso, presidente Commissione Studi e Risanamento d’Impresa CNDCEC), che ha guidato i risanamenti di Sampdoria e Reggina Calcio; Prof. Alessandro Danovi (Università di Bergamo e Bocconi), commissario straordinario del gruppo Ilva di Taranto; Dott. Sandro Pettinato, vice segretario generale di Unioncamere, che ha contribuito alla definizione delle procedure di composizione negoziata;
- Prof. Andrea Panizza (Università di Ferrara e del Piemonte Orientale), estensore dei Principi di attestazione dei piani di risanamento 2024 e consulente nel rilancio del gruppo Trussardi.
Mazara, capitale del diritto e del riscatto
Mazara del Vallo, con questo secondo convegno, consolida il suo ruolo di luogo simbolo per il confronto su un nuovo modo di intendere l’economia e l’impresa. Un segnale di fiducia che parte da un territorio che conosce bene la fatica, ma anche la forza della rinascita.
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