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19/10/2025 16:45:00

Viticoltura sostenibile, si è chiuso in Sicilia il progetto PROSIT

Si è chiuso in Sicilia, con due giornate tra Palermo e Petrosino, il Progetto PROSIT – Plant Microbiomes in Sustainable Viticulture, una delle più importanti iniziative internazionali dedicate alla viticoltura sostenibile e alla resilienza climatica. Dopo oltre tre anni di ricerche, prove in campo e collaborazioni tra università e centri di eccellenza europei, i risultati sono stati presentati venerdì 17 ottobre al CNR di Palermo, nel corso della conferenza finale “Microbiome-Based Strategies for Enhancing Viticultural Adaptation to Climate Change”.

Finanziato dal Programma PRIMA e coordinato dall’Università di Padova, PROSIT ha coinvolto un network di partner scientifici di primo piano: CNR-IBBR Palermo, Università di Milano, INRAE Francia, ENSA Algeria e Max Planck Institute Germania.
Il progetto ha studiato i microrganismi endofiti — batteri e funghi benefici che vivono all’interno delle piante — con l’obiettivo di potenziare la resistenza della vite alla siccità, una delle sfide più urgenti per la viticoltura mediterranea, oggi duramente colpita dagli effetti del cambiamento climatico.

Durante la conferenza, coordinata dalla professoressa Michela Zottini dell’Università di Padova, sono stati illustrati i principali risultati:

  • l’identificazione di ceppi microbici autoctoni in grado di migliorare la risposta della vite allo stress idrico;
  • l’applicazione di strategie epigenetiche per rendere le piante più resilienti;
  • e la validazione di consorzi microbici da trasferire ai produttori come strumenti concreti per un’agricoltura più sostenibile.

“PROSIT è stata un’occasione importante per valorizzare il patrimonio microbiologico delle varietà locali e mettere la scienza al servizio dell’agricoltura reale – ha dichiarato la prof.ssa Zottini –. Ci auguriamo che grazie ai risultati ottenuti si aprano nuove strade per un’innovazione agricola basata su conoscenza, biodiversità e cooperazione internazionale.”

Tra gli interventi, anche quelli di Davide Pacifico (CNR Palermo), Philippe Gallusci (INRAE Bordeaux), Ambra Parmagnani (Università di Milano), Arezki Lehad (ENSA Algeria) e Davide Carpinteri (Università di Palermo).

La tappa siciliana nei vigneti di Petrosino

Sabato 18 ottobre, i ricercatori e gli ospiti internazionali si sono spostati a Petrosino (TP) per una “field experience” presso i Vivai Mannone, partner strategico del progetto. Qui, tra le varietà simbolo della viticoltura siciliana — Nero d’Avola e Grillo —, sono state condotte parte delle sperimentazioni sul campo.
Un luogo scelto non a caso: è proprio nei vigneti del Trapanese che si è testata la capacità dei microbiomi di aiutare la vite a resistere alla siccità e alle condizioni estreme, aprendo la strada a nuovi modelli di viticoltura mediterranea.

La giornata si è conclusa con una visita culturale al Museo del Satiro di Mazara del Vallo, a suggellare il legame tra scienza, territorio e identità siciliana.

Una Sicilia laboratorio di sostenibilità

Con la chiusura di PROSIT, la Sicilia conferma il suo ruolo di laboratorio naturale per la ricerca agronomica e ambientale, dove le sfide del clima e dell’acqua si intrecciano con il sapere scientifico e le tradizioni produttive.

Il progetto ha dimostrato come l’innovazione possa nascere proprio dall’incontro tra ricerca di frontiera e agricoltura locale, rendendo i vigneti non solo più produttivi, ma anche più resilienti, sostenibili e consapevoli.

Per approfondire: www.prosit-prima.eu