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24/10/2025 08:07:00

Poltrone forever. Schifani nomina subcommissario ai rifiuti Nicola Catania

Esce dalla porta, rientra dalla finestra.


Nella storia politica di Nicolò (Nicola) Catania, ex deputato regionale di Fratelli d’Italia e già sindaco di Partanna, i rifiuti sono un destino, più che un tema. E infatti, dopo essere stato dichiarato ineleggibile proprio per non essersi dimesso in tempo dalla presidenza della Srr Trapani Sud, Catania torna oggi a occuparsi di “munnizza”, ma questa volta su scala regionale: il presidente Renato Schifani lo ha appena nominato subcommissario per la gestione del ciclo dei rifiuti in Sicilia.

Un incarico di peso, quello di vice del commissario straordinario – ruolo che Schifani ricopre in prima persona – per affrontare l’eterna emergenza della gestione dei rifiuti nell’isola.
Catania, come riporta il decreto di nomina, dovrà occuparsi di attuare i piani regionali di gestione dei rifiuti urbani e speciali, dell’iter di approvazione del piano delle bonifiche e dei rapporti con le Srr, cioè le società pubbliche che regolano il servizio nei vari territori.
Un ritorno simbolico, quasi poetico, nel mondo della spazzatura da cui tutto era cominciato.

Dal seggio all’ufficio (d’oro)

Dopo la sentenza del tribunale di Palermo che, nel febbraio 2024, aveva confermato la sua ineleggibilità all’Ars (Catania si era candidato senza dimettersi in tempo dalla Srr di cui era presidente), l’ex deputato meloniano aveva dovuto lasciare lo scranno di Sala d’Ercole al collega di partito Giuseppe Bica, di Custonaci.
Ma non aveva fatto molta strada: appena un mese dopo, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, suo compagno di partito, lo ha “riciclato” nella segreteria particolare dell’Ufficio di Presidenza, con un comando dal Dipartimento regionale dell’Agricoltura.
Un “prestito” prorogato fino al 31 dicembre 2025.

Ora, il nuovo incarico in un settore strategico (e milionario) come quello dei rifiuti completa la parabola perfetta: dai rifiuti, ai rifiuti, passando per l’Ars.

Il decreto di nomina

Nel decreto, Schifani affida al subcommissario Catania un mandato chiaro e ben remunerato: 50mila euro di compenso fisso più un’ulteriore quota variabile fino a 50mila euro l’anno.
L’incarico durerà fino al 22 febbraio 2026, data di scadenza del commissariamento straordinario, ma con ampia possibilità di proroga.

Catania, 56 anni, dovrà occuparsi anche di seguire il capitolo più delicato e politicamente esplosivo: la costruzione dei due termovalorizzatori di Palermo e Catania, previsti dal Piano regionale dei rifiuti.
Tra i soggetti aggiudicatari, peraltro, ci sono anche società del gruppo Ferrovie dello Stato: un intreccio di interessi pubblici che promette di far discutere ancora a lungo.

Il “riciclo” del centrodestra

Il caso Catania è solo l’ultimo di una lunga serie di nomine politiche nel cerchio di Schifani, che negli ultimi mesi ha distribuito incarichi e consulenze a ex deputati, dirigenti e fedelissimi.
E mentre la Regione arranca nella gestione di un sistema rifiuti tra i più inefficienti d’Italia, l’immagine che resta è quella di una classe dirigente che continua a riciclarsi all’infinito, anche quando la legge o le urne l’hanno già messa alla porta.

Riciclati forever”, verrebbe da dire. Anche perché, in Sicilia, il ciclo dei rifiuti – come quello del potere – non finisce mai davvero.