Si è conclusa oggi, domenica 26 ottobre, la Zagara d’Autunno all’Orto Botanico di Palermo, la storica mostra-mercato dedicata al mondo delle piante, dei fiori e della biodiversità.
Una mostra di tre giorni che anche quest’anno ha richiamato migliaia di visitatori, confermandosi come uno degli appuntamenti più amati della città e della Sicilia.
Dal 24 al 26 ottobre, tra le antiche serre e i viali alberati dell’Orto, oltre 65 espositori provenienti da tutta Italia hanno presentato rarità botaniche, collezioni di orchidee, agrumi, cactus e piante aromatiche, insieme a strumenti per il giardinaggio e arredi naturali.
Venerdì: l’inaugurazione e la rinascita della “Casa del Pozzo”
L’edizione 2025 si è aperta con un momento simbolico: la riapertura della Casa del Pozzo, un piccolo edificio di fine Ottocento restaurato e restituito alla città come nuovo spazio dedicato alla distillazione di essenze e all’installazione artistica Botanica Meraviglia, ideata dal fotografo Alessandro Sala e dalla giornalista Francesca Berardi, con la curatela di Maria Chiara Di Trapani.
All’inaugurazione erano presenti il Rettore Massimo Midiri, il presidente di UniPa Heritage Michelangelo Gruttadauria e il direttore dell’Orto Rosario Schicchi.
Sempre nella giornata inaugurale, grande successo ha riscosso il laboratorio I profumi della memoria a cura di Christian Escriva, esperto di piante aromatiche, insieme a Odile Sallantin e Georges Ferrando, che hanno guidato i partecipanti in un viaggio sensoriale tra ricordi e fragranze.
Sabato: libri, orchidee e laboratori per bambini
La giornata di sabato è stata dedicata al dialogo tra scienza e cultura, con gli incontri letterari organizzati presso la sala conferenze dell’Orto.
Tra i protagonisti, il fotografo Angelo Sganzerla con Di fiori e di spine, un viaggio nel mondo delle succulente, e il direttore Rosario Schicchi con la presentazione de I semi della vita.
Nel pomeriggio, spazio anche al focus sulla Vaniglia, a cura di Tiziana Turco e Lia Amato, e ai laboratori per bambini promossi da CoopCulture, che come ogni anno hanno reso la Zagara un evento a misura di famiglia.
Domenica: agrumi, premi e chiusura nel segno della biodiversità
La giornata conclusiva, quella di domenica, ha celebrato uno dei simboli della Sicilia: gli agrumi.
Alle 11.30 si è tenuto l’incontro Il viaggio degli agrumi in Italia, con Paola Fanucci e Alberto Tintori, autori dell’omonimo volume, insieme a Paolo Inglese e Giuseppe Lo Pilato, che ha raccontato la storia dell’arancio sanguinello ‘Ncannalatri del Giardino della Kolymbethra.
A seguire, una visita guidata al campo collezione agrumi, tra profumi e racconti di varietà antiche.
Nel pomeriggio, il focus The art of Euphorbia hybrids con gli esperti thailandesi Mr. Santiporn Sangchai e Warita Sinthuyont, e le visite alla rinnovata Serra delle Cactacee, che ospita oltre tremila esemplari, hanno chiuso l’ultima giornata tra curiosità scientifiche e bellezza naturale.
L’evento si è concluso con la consegna del Premio annuale alla migliore collezione botanica e al miglior stand espositivo, un riconoscimento che ogni anno celebra la passione e la competenza dei vivaisti.
Una festa della natura che fa bene alla città
Anche quest’anno la Zagara d’Autunno non è stata solo una mostra-mercato, ma un’occasione di incontro tra natura, arte e divulgazione.
Tra i viali dell’Orto, famiglie, studenti, turisti e appassionati hanno riscoperto il valore della lentezza, del rispetto e della conoscenza del mondo vegetale.
Un evento che, edizione dopo edizione, si conferma come uno dei più importanti appuntamenti del panorama culturale e scientifico palermitano.
L’Orto Botanico, ancora una volta, si rivela non solo un museo a cielo aperto, ma un laboratorio vivo di idee, dialoghi e meraviglia.
Un luogo dove la bellezza della natura si intreccia con la storia e dove la città, per tre giorni, torna a respirare aria pulita, profumo di zagara e speranza.