“La luce illumina a scatti perché la perdita è vicina all’impianto elettrico. È pericolosissimo, ho una bambina in casa. Se succede qualcosa denuncerò tutti”, racconta Sonia, mostrando un nuovo video registrato la sera del 25 ottobre 2025. L’acqua, scesa dal quarto piano, ha raggiunto anche gli appartamenti sottostanti. Il danno, però, resta più grave al suo, al terzo piano.
“Ho fatto segnalazioni, ho parlato con il geometra Oresti, ma nessuno è venuto. Ho contattato di nuovo l’Istituto, ma ancora non si è fatto vivo nessuno”, aggiunge. È una storia raccontata da tp24 già nell’ottobre del 2024, quando la donna aveva denunciato la presenza di infiltrazioni provenienti dal piano superiore, in un edificio dell’IACP di Trapani.
Allora si parlava di promesse, di sopralluoghi annunciati e mai effettuati, di lavori finanziati con i fondi del PNRR che, invece di risolvere il problema, sembravano averlo peggiorato. Oggi tutto è fermo, ma i muri continuano a sgretolarsi.
Nella camera da letto della figlia, l’intonaco si stacca a pezzi. La macchia sul soffitto si allarga di settimana in settimana. “Ogni sera trovo pezzi di muro per terra. Ho paura che crolli tutto o che si verifichi un corto circuito”, dice Sonia. L’appartamento del piano superiore — da cui proverrebbero le perdite — era stato ristrutturato pochi mesi fa nell’ambito dei progetti di riqualificazione energetica. Eppure, nessuno è tornato a verificare se i lavori abbiano aggravato la situazione. “Il geometra è salito sopra e ha detto che non c’è nessuna perdita. Ma allora da dove viene tutta quest’acqua?”, si chiede Sonia.
Le sue segnalazioni all’Istituto Autonomo Case Popolari restano senza risposta. Telefonate, mail, persino visite di persona agli uffici di via Virgilio: nulla. Nel frattempo, l’acqua continua a filtrare e a scorrere lungo le pareti, lambendo i cavi della luce.
Una storia che non riguarda solo una famiglia, ma decine di altre inquilini che abitano nelle palazzine popolari della città. Ed è il simbolo di un sistema che cede sotto il peso dell’indifferenza, tra burocrazia, mancanza di manutenzione e fondi che non arrivano mai dove servono.
“Pago regolarmente, dal 2017 non ho mai saltato un mese. Ma non possiamo vivere così, con l’acqua che entra e la paura che succeda qualcosa di grave”, conclude Sonia.
Un anno dopo, le promesse restano sospese come quella goccia che continua a cadere dal soffitto. E la domanda è sempre la stessa: quanto dovrà ancora aspettare Sonia prima che qualcuno intervenga davvero?
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