Cartolina da Marsala: Villa Exotic, il sogno infranto tra le erbacce e i rifiuti
Doveva essere una storia di rinascita, e invece è diventata l’ennesima cartolina del degrado.
Villa Exotic, la lussuosa tenuta confiscata alla coppia dei “Rolex falsi”, oggi è un rudere vandalizzato, un monumento all’abbandono nel cuore di contrada Amabilina.
Un tempo era una residenza da copertina: piscina, portico, giardino curato, interni di pregio. Adesso — come mostrano le nostre immagini — è un campo di battaglia. Vetri spaccati, infissi divelti, rubinetti strappati, fili elettrici tranciati. I ladri hanno portato via tutto, anche l’aria condizionata. E ciò che resta è solo l’eco di una promessa non mantenuta.
Eppure, il 15 aprile 2024, scrivevamo su Tp24 che qualcosa si muoveva: il Comune di Marsala aveva finalmente affidato Villa Exotic all’associazione “A.G.S.A.S. Onlus – Associazione Genitori Soggetti Autistici Solidali” di Palermo, per farne un centro dedicato a persone autistiche.
Un bel progetto, almeno sulla carta. Peccato che l’affidamento non sia mai diventato operativo. L’immobile è rimasto chiuso, e nel frattempo i vandali hanno completato l’opera.
L’intera vicenda è un piccolo manuale dell’assurdo amministrativo. La villa era stata confiscata nel 2019 ai coniugi Pollina e Teresa, accusati di aver venduto orologi di lusso contraffatti online — Rolex, Omega, Audemars Piguet — per un giro d’affari di oltre 750 mila euro. Condannati con pena sospesa, si erano visti sottrarre il simbolo del loro successo: quella casa dove, dicono gli atti, si organizzavano anche feste e banchetti. Nel 2023 la villa è passata all’Agenzia nazionale per i beni confiscati, poi al Comune di Marsala. Da allora, il silenzio. E ora il degrado.
“Città da cartolina”, dice spesso il sindaco Massimo Grillo. Ma questa cartolina racconta altro: un bene pubblico che si sgretola, tra incuria e rassegnazione. La piscina vuota, le porte sfondate, la sensazione amara di una bellezza sprecata.
E così Villa Exotic è oggi il simbolo di come a Marsala, anche un bene confiscato alla truffa possa finire vittima di un’altra truffa: quella delle buone intenzioni mai seguite dai fatti.
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