A Roma il Presidente Mattarella e 200 sindaci celebrano 150 anni del Risparmio Postale
“Un popolo vale quanto risparmia”, la riflessione di Luigi Einaudi che lega passato e futuro, ricordando come i Libretti e i Buoni fruttiferi postali non siano soltanto strumenti finanziari, ma testimonianze di una fiducia reciproca che, da 150 anni, unisce cittadini e Stato nel segno del progresso.
Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è svolta a Roma la cerimonia per i 150 anni del Risparmio Postale, celebrati da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Poste Italiane.
Sul palco, insieme al Capo dello Stato, erano presenti il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, i presidenti Giovanni Gorno Tempini (CDP) e Silvia Maria Rovere (Poste Italiane), gli amministratori delegati Dario Scannapieco e Matteo Del Fante, e il direttore generale di Poste, Giuseppe Lasco.
A rendere ancora più suggestivo l’evento, la voce dell’attore Toni Servillo, che ha accompagnato con letture evocative un racconto lungo un secolo e mezzo di fiducia collettiva. In platea 200 sindaci da tutta Italia, tra cui 48 primi cittadini siciliani. A rappresentare i Comuni Trapanesi i sindaci: Giuseppe Castiglione di Campobello di Mazara, Fabrizio Fonte di Custonaci, Salvatore Quinci di Mazara, Aldo Grammatico di Paceco, Giuseppe Fausto di Castellammare del Golfo e Vito Scalisi di Salemi.
Una storia che nasce nel 1875 e continua a crescere
La storia del risparmio postale comincia nel 1875, quando i primi Libretti postali diventano lo strumento con cui milioni di italiani iniziano a depositare i propri risparmi in modo sicuro, accessibile e garantito dallo Stato. Cinquant’anni dopo, nel 1925, nascono i Buoni fruttiferi postali, pensati come investimento conveniente, liquido e sempre rimborsabile.
Da allora, i due strumenti si sono evoluti mantenendo inalterati i loro principi fondanti: fiducia, sicurezza e inclusione. Oggi contano circa 27 milioni di sottoscrittori per un ammontare complessivo che ha raggiunto i 320 miliardi di euro (dati al 30 giugno 2025).
“Un modello che unisce istituzioni e cittadini”
Nel suo intervento, il presidente di Cassa Depositi e Prestiti Giovanni Gorno Tempini ha ricordato il valore della collaborazione tra CDP e Poste Italiane: “Celebriamo una partnership storica, unica in Europa tra le banche di promozione nazionale. Una storia lunga quasi due secoli, fatta di discrezione, coraggio e cambiamento, al servizio della Repubblica. Le risorse del risparmio postale hanno contribuito a costruire infrastrutture, reti, scuole, ospedali: il volto concreto dello sviluppo del Paese”. Tempini ha poi sottolineato che “il risparmio è un patrimonio collettivo che si trasforma in futuro”, e che la CDP continua a operare “con responsabilità, visione e impatto”, sostenendo progetti ad alto valore economico, sociale e ambientale.
“Un’infrastruttura sociale al servizio del Paese”
La presidente di Poste Italiane Silvia Maria Rovere ha definito il risparmio postale “un’infrastruttura strategica a forte vocazione sociale”. “Essere infrastruttura sociale – ha spiegato – significa essere innovatori. Il risparmio postale è un tassello essenziale nella costruzione del bene comune, perché crea benessere per la collettività e sostiene lo sviluppo dell’Italia reale”. Anche l’amministratore delegato Matteo Del Fante ha ricordato come, grazie a Libretti e Buoni, “l’Italia è passata da Paese agricolo a potenza industriale”, creando “un patto sociale indissolubile” tra cittadini, Stato e istituzioni.
“Il risparmio, motore di crescita e inclusione”
Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ripercorso le origini del risparmio postale, citando Quintino Sella e sottolineando il ruolo decisivo che questi strumenti hanno avuto “nella ricostruzione del dopoguerra e nella stabilità macroeconomica del Paese”. “Il risparmio accessibile a tutti è stato motore di sviluppo economico e sociale. Ha favorito l’inclusione e l’educazione finanziaria, e continua a rappresentare un pilastro di fiducia in un tempo in cui l’Italia deve ridurre la propria dipendenza da economie terze”.
Sicilia protagonista: seconda regione in Italia per Libretti postali
La Sicilia conferma il proprio forte legame con il risparmio postale. Nell’Isola risultano attivi oltre 3 milioni e mezzo di libretti di risparmio, per un importo complessivo di quasi 7 miliardi di euro, e più di 2,6 milioni di Buoni fruttiferi, per un valore di oltre 16,5 miliardi di euro. In media, il 70% dei siciliani possiede un libretto e oltre il 50% un buono fruttifero. Per numero di rapporti aperti, la Sicilia è la seconda regione d’Italia. Tra le province, spiccano: Palermo: 856.194 libretti e 502.329 buoni; Catania: 816.988 libretti e 509.563 buoni; Messina: 598.466 libretti e 742.354 buoni; Trapani: 272.906 libretti e 170.560 buoni.
Poste Italiane in Sicilia: una rete capillare di fiducia
Poste Italiane è presente in tutti i Comuni siciliani con 768 uffici postali e 701 ATM Postamat. Sull’Isola lavorano oltre 9mila dipendenti, parte dei 120mila del gruppo a livello nazionale. Una presenza capillare che da sempre garantisce inclusione finanziaria, anche nei centri più piccoli, e che oggi si rinnova grazie alla digitalizzazione dei servizi e alla continua innovazione dei prodotti di risparmio.
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