Caso Cuffaro, la maggioranza si compatta ma resta in allerta. Vertice a palazzo
Mentre l’inchiesta della Procura di Palermo scuote il panorama politico siciliano e travolge la Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro, i partiti della maggioranza che sostiene il governo Schifani si sono riuniti oggi a Palazzo dei Normanni per un vertice già programmato, ma inevitabilmente segnato dal nuovo clima di tensione.
In una nota congiunta, i segretari e i capigruppo dei partiti di maggioranza affermano di seguire gli sviluppi giudiziari “con attenzione e senso di responsabilità, riponendo la massima fiducia nell’operato della magistratura e attendendo con rispetto gli esiti delle valutazioni in corso da parte degli organi competenti”.
Un messaggio di cautela e unità, nel tentativo di contenere le scosse politiche che, dopo la richiesta di arresto per Totò Cuffaro, Saverio Romano e Carmelo Pace, minacciano di far vacillare l’asse della coalizione di centrodestra.
Il vertice, durato oltre quattro ore, è servito anche a confermare la volontà del governo di portare in aula entro dicembre la legge di stabilità regionale, obiettivo che il presidente Renato Schifani considera cruciale per dare un segnale di continuità e di solidità amministrativa.
Nel corso dell’incontro sono stati esaminati i principali dossier su cui i partiti della coalizione hanno lavorato nelle ultime settimane: sviluppo economico, politiche del personale, interventi sociali e tutela ambientale.
Proposte concrete, spiegano i partecipanti, che saranno inserite nella manovra “per garantire stabilità e benessere ai cittadini siciliani”.
Dietro la prudenza ufficiale, tuttavia, resta la tensione. Il futuro della Democrazia Cristiana all’interno della coalizione è legato agli esiti dell’indagine che ha investito il suo leader, e non si escludono ulteriori scossoni nei prossimi giorni, quando il giudice per le indagini preliminari ascolterà gli indagati tra l’11 e il 14 novembre.
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