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07/11/2025 13:15:00

Castelvetrano, PalmosaFest apre sabato con Sebastiano Mondadori

Sarà Sebastiano Mondadori ad aprire la quarta edizione del PalmosaFest, la rassegna di arte e letteratura di Castelvetrano diretta artisticamente da Bia Cusumano e con la direzione culturale della giornalista Jana Cardinale.

L’appuntamento è sabato 8 novembre, alle 18, all’ex convento dei Minimi. Al centro dell’incontro ci sarà il romanzo “Di cosa siamo capaci”, pubblicato da La nave di Teseo. A dialogare con l’autore sarà Jana Cardinale. Le letture saranno affidate a Massimo Pastore, mentre la parte musicale vedrà la partecipazione dei cantanti Giovanni Lamia e Maria Etiopia, accompagnati dai musicisti Franco Giacomarro e Vito Giammarinaro.

La manifestazione è organizzata dall’associazione Palmosa-Kore e dal Comune di Castelvetrano. Fa parte della Rete dei festival letterari del Trapanese ed è sostenuta attraverso il finanziamento del Centro per il libro e la lettura, ottenuto nell’ambito del bando “Città che legge”. Il progetto vincitore, “Trame narrative”, è stato coordinato dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Trapani.

Questa quarta edizione ha come tema “Tra i nodi del dolore, la luce delle parole” ed è dedicata a Dea Mastronardi, la giovane lucana morta nel 2024 a soli 15 anni, vittima del disagio adolescenziale. Una dedica che dà alla rassegna un tono preciso: la letteratura non come rifugio separato dalla vita, ma come spazio per attraversare le ferite del presente.

Il romanzo di Mondadori si inserisce bene in questa direzione. “Di cosa siamo capaci” racconta una madre e una figlia lungo cinquant’anni di storia italiana. Adele e Nina appartengono a due generazioni diverse, attraversano stagioni politiche, sentimentali e culturali lontane, eppure legate da domande comuni: che cosa resta delle passioni giovanili, delle scelte, degli amori, delle promesse fatte a se stessi e agli altri.

Adele entra nella storia nel 1968, dentro il clima del “Grande bivacco” in una tenuta in Toscana, sospesa tra desiderio, politica, amicizie e amori irrisolti. Nina, sua figlia, si muove invece nel 1993, in un viaggio in interrail attraverso l’Europa, quando tutto sembra ancora possibile e l’Italia è sul punto di cambiare volto.

La scheda dell’editore descrive le due protagoniste come madre e figlia “invasate d’amore, libri e politica”, prese in momenti cruciali della loro giovinezza. È un romanzo che lavora sul rapporto tra intimità e storia collettiva: la vita privata non resta mai del tutto privata, perché viene continuamente attraversata dai tempi, dai linguaggi e dalle illusioni di un Paese.

Il titolo, “Di cosa siamo capaci”, contiene già una domanda morale. Non chiede soltanto che cosa sappiamo fare, ma fino a dove possiamo arrivare: nell’amore, nel tradimento, nella fedeltà alle idee, nella capacità di cambiare o di restare prigionieri delle nostre scelte.

Sebastiano Mondadori, nato a Milano nel 1970, vive da anni in Toscana. Si è laureato in filosofia all’Università di Pavia e ha costruito un percorso narrativo che comprende nove romanzi precedenti, da “Gli anni incompiuti” a “Il contrario di padre”. Ha pubblicato anche il libro-intervista “La commedia umana. Conversazioni con Mario Monicelli”, il saggio autobiografico con Salvatore Veca “Prove di autoritratto” e la raccolta poetica “I decaloghi spezzati”.

La sua presenza a Castelvetrano apre un calendario che proseguirà fino ad aprile con altri cinque autori: Giovanna Cristina Vivinetto, Giuseppe Lupo, Fabio Stassi, Anna Segre e Andrea Galgano. Una programmazione che conferma la volontà del PalmosaFest di tenere insieme narrativa, poesia, riflessione civile e linguaggi artistici.

In una città come Castelvetrano, una rassegna letteraria assume anche un valore pubblico. Porta libri e autori dentro uno spazio condiviso, crea occasioni di ascolto, mette in relazione scuole, lettori, associazioni e istituzioni culturali.

Il PalmosaFest lavora proprio su questo terreno. Non si limita a presentare libri, ma prova a costruire un percorso di comunità attorno alla parola. Il tema scelto per questa edizione, con il riferimento al dolore e alla luce, chiede alla letteratura di fare ciò che sa fare nei suoi momenti migliori: non cancellare le ferite, ma renderle dicibili.

L’incontro con Sebastiano Mondadori sarà dunque il primo passo di un cammino che attraverserà i mesi successivi. Un avvio affidato a un romanzo che guarda a mezzo secolo di storia italiana attraverso il rapporto tra una madre e una figlia, e che porta al centro una domanda essenziale: che cosa siamo capaci di diventare, quando il tempo ci costringe a fare i conti con ciò che abbiamo desiderato.

Ines D’Orazio