Non ci sarà alcuna decadenza per i consiglieri comunali finiti nel mirino (formalmente) di un cittadino che aveva chiesto la loro rimozione per tre assenze consecutive, sulla scorta di quanto istigato sui social dal romano Valerio Antonini, leader del partito Futuro.
Il Comune di Trapani ha chiuso il caso: le assenze sono state tutte giustificate e non sussistono i presupposti per procedere.
Qui un articolo di Tp24 che illustra il caso.
La vicenda nasce dalla richiesta di un elettore che, richiamandosi allo Statuto comunale, aveva domandato la decadenza di alcuni consiglieri per non aver partecipato alle sedute del 22 e 23 ottobre. Ma dai verbali e dalle comunicazioni ufficiali è emerso che quei consiglieri avevano inviato giustificazioni, in alcuni casi per motivi personali o di salute, in altri per una scelta politica condivisa con i gruppi di maggioranza.
Il Segretario generale ha chiarito che le assenze non possono essere considerate “ingiustificate”, perché documentate e comunicate secondo le regole. Inoltre, ha ricordato che la legge parla chiaro: la decadenza è un atto straordinario, da applicare solo quando c’è un reale disinteresse verso il ruolo pubblico, non per divergenze politiche o assenze motivate.
Nella relazione inviata al Presidente del Consiglio comunale si sottolinea che la norma non può diventare uno strumento di scontro politico. Anzi, la giurisprudenza – come hanno ribadito anche il Consiglio di Stato e il Ministero dell’Interno – considera illegittima ogni decadenza fondata su motivi di dissenso o su proteste legittime.
Il caso, dunque, si chiude qui: nessuna irregolarità, nessuna sospensione. I consiglieri restano in carica, e il Comune ha trasmesso l’esito anche alla Prefettura e alla Regione per opportuna conoscenza.