La presidente Meloni ci ha illuminato: chi guadagna 2.400 euro netti al mese – e magari deve mantenere la prole – non è un ricco. E ha perfettamente ragione. Nessuno sano di mente (e con un mutuo) considererebbe un reddito mediano-alto il bersaglio finale della lotta di classe. Il problema, Presidente, è che a forza di litigare su chi non èricco, abbiamo involontariamente creato una vacanza semantica per tutti gli altri.
Se un contribuente da 2.400 euro è il punto massimo di opulenza che la Sinistra riesce a individuare, e che il Governo si affanna a difendere, siamo costretti a riscrivere il vocabolario per descrivere il resto del Paese. Dimentichiamo la vecchia e noiosa triade Poveri-Medi-Ricchi. Suggerisco la Nuova Classificazione Sociologica d'Italia, Edizione 2025.
In cima, lontanissimi da ogni polemica sulla manovra, siedono gli Oltraggiosi. Loro sono l'1% con patrimoni netti che decollano oltre 1,5 milioni di euro e redditi annui sopra i 100.000 euro. Li si chiamano "ricchi" solo nelle favole o nei talk show di quart'ordine. Nella realtà, sono i possessori effettivi della maggioranza del Paese; non in termini numerici, certo, ma economico: il 10% più ricco in Italia detiene, infatti, oltre la metà (circa il 52%) della ricchezza totale nazionale. La loro fortuna fa impallidire l'intero dibattito. La manovra, di solito, fa loro solo il solletico (o un favore discreto).
Subito dopo, troviamo ilCeto medio isterico, quelli da 2.400 euro netti al mese. Loro sono il vero campo di battaglia, il "Ricco per la Sinistra" e il "Sostenuto dal Governo" in contemporanea. Lavorano, pagano le tasse. Non compreranno uno yacht, ma sono il culmine dell'attenzione politica, usati come scudo per ogni polemica.
Scendendo appena un gradino, ci sono iTranquilli (ma non troppo). Con redditi netti tra i 1.800 e i 2.399 euro, sono gli Ansiosi di Classe. Vivono dignitosamente, ma a un solo imprevisto dal precipizio finanziario . La manovra li sfiora appena, la polemica li ignora, e la loro unica ambizione è non scivolare alla categoria successiva, quella dei Sopravviventi Cronici.
Questi ultimi sono gli Aspiranti Disperati. La loro intera vita è un bilancio al centesimo, una rincorsa alle offerte nei supermercati. Si trovano appena sopra la soglia di povertà relativa (circa 1.218 euro al mese per una coppia). Non sono disperati, dicono, semplicemente non possono permettersi le cene fuori che il Ceto medio isterico da 2.400 euro può (forse) permettersi.
Ma è nel fondo della scala che l'amaro supera la satira. Sotto la Povertà Relativa ci sono Gli Invisibili: i 5,7 milioni di italiani che vivono in Povertà Assoluta e che non possono permettersi i beni essenziali. Loro sono il Buco nero statistico, i veri Disperati. Qualcuno di questi percepisce l'Assegno di inclusione, ma ben 4 milioni di questi non riceve alcun sostegno, né polemiche. La loro unica funzione, forse, è alimentare le statistiche più dolorose.
A contendersi il cassonetto dei rifiuti con gli Invisibili (i 5,7 milioni in povertà assoluta), ci sono I Fantasmi. Loro sono coloro che vivono con l'assegno sociale o le pensioni minime, con redditi che si aggirano sui 600 euro al mese.
Questa non è una categoria sociale, è una domanda che grida nel vuoto: "Che ci campo a fare?".
E qui si annida l'ipocrisia più amara e la contraddizione più sferzante: il Governo che difende con veemenza l'esistenza dignitosamente precaria del Ceto medio isterico da 2.400 euro, è lo stesso che certifica, con la sua stessa legge, che il minimo vitale di un anziano valga poco più di 600 euro. Se 2.400 euro non sono sufficienti per essere "ricchi", come è possibile accettare e legalizzare una pensione sociale che, dopo la "maggiorazione straordinaria" in manovra, sale a 616,57 euro, non coprendo nemmeno la metà della soglia di povertà relativa? Il sistema non è fallito, ha deciso consapevolmente che l'aiuto extra che merita un anziano è di 18 euro, mentre si battaglia per i 2.400 euro.
Dunque, Presidente, ha ragione: chi guadagna 2.400 € al mese non è ricco. Ma a forza di usare l'ossigeno del dibattito per difendere il quasi-benestante, l'aria inizia a mancare a chi sta davvero annegando. La vera sfida non è definire ricco; la vera sfida è dare una risposta e un nome, che non sia fantasma, a chi vive con 600 euro al mese e rappresenta il fallimento più grande della nostra Repubblica. E questa è una verità numerica e indiscutibile.
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