A Castelvetrano tutte le volte che quel supermercato riapre, "lo Stato vince"
Giovedì scorso ha riaperto il supermercato del centro commerciale Belicittà di Castelvetrano. I sei dipendenti che erano rimasti senza lavoro dopo l’ultima chiusura sono stati riassunti insieme ad altri 25 impiegati da parte della San Giorgio Retail del Gruppo Rocchetta, con un contratto rinnovabile che durerà nove anni. Il nuovo marchio è Market Ingross.
L’azienda che gestiva il vecchio supermercato aveva avviato i licenziamenti dopo sei anni, alla scadenza del contratto stipulato nel 2018, non essendo più interessata al rinnovo del rapporto di locazione con la Grigoli Distribuzione.
Oggi il supermercato appare rinnovato, con nuove attrezzature e arredi, sullo sfondo della soddisfazione dei nuovi soci, dei sindacati, dell’amministrazione comunale. Finora, le società di gestione sono state quattro. E anche in questa riapertura, visto che si tratta dei beni originariamente confiscati all’ex imprenditore Giuseppe Grigoli, viene sottolineata la stessa frase: “Lo Stato ha vinto”. Frase che per la prima volta fu usata nel 2014 dall’allora ministro Alfano, quando il supermercato venne “restituito alla collettività” dopo il sonoro fallimento della Gruppo 6 di Grigoli, in seguito ad una rovinosa amministrazione giudiziaria. Peccato però che dopo circa tre anni le saracinesche si abbassarono e 32 dipendenti furono licenziati.
Dopo 10 anni siamo ancora qui a dire che lo Stato ha vinto. Ogni cambio di gestione diventa un successo. E le aziende dovranno fare i conti con prefetti, esponenti sindacali, interviste, foto di rito, esiti di tavoli tecnici. Il tutto circoscritto principalmente sulla sorte di quei sei dipendenti. Dopo qualche mese, se non prima, tutto verrà dimenticato. Soprattutto con quale tipologia contrattuale prestano servizio gli altri lavoratori, se ci sono stagisti, interinali, quanti contratti verranno rinnovati dopo le festività natalizie...
Nel 2025, sembra che la vitalità del supermercato possa dipendere da questi ultimi sei dipendenti che hanno resistito allo sfacelo. Come se lo Stato avesse riassunto da qualche altra parte le quattrocento persone che erano finite in mezzo a una strada dopo la confisca della Gruppo 6 e per vincere su tutta la linea dovesse dimostrare di non aver lasciato indietro gli ultimi sei.
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