Firmato il "Patto per restare", in Sicilia è nato il "Movimento per il Diritto a Restare"
«La Sicilia è a un bivio: o torna indietro, o sceglie il futuro. Noi scegliamo il futuro.» Con queste parole è stato presentato, a San Giovanni Gemini, il nuovo Movimento regionale per il Diritto a Restare, una coalizione composta da 60 organizzazioni sociali, culturali, civiche e giovanili che hanno scelto di unire le proprie forze per costruire, insieme, un nuovo percorso per l’isola.
Un progetto nato dopo tre anni di lavoro condiviso
Il Movimento è il frutto di un lungo processo che in tre anni ha visto decine di realtà siciliane confrontarsi su diritti, sviluppo, partecipazione e lotta allo spopolamento. La firma del Patto x Restare e l’elezione del primo coordinamento rappresentano il passaggio formale che sancisce la nascita di un soggetto collettivo che punta a rimettere al centro la possibilità di vivere, crescere e lavorare in Sicilia.
La presentazione arriva in un momento particolarmente delicato per la Regione: da un lato le nuove inchieste giudiziarie che riportano alla memoria sistemi già condannati in passato, dall’altro il rapporto Migrantes, che certifica una fuga di giovani e laureati senza precedenti.
«La Sicilia è a un bivio: tra il ritorno a logiche opache e la costruzione di un futuro possibile. Il Patto x Restare nasce dalla parte di chi sceglie il futuro», affermano le organizzazioni firmatarie.
“Non si può chiedere ai giovani di restare senza difendere il loro futuro”
Alla base del Patto c’è una denuncia chiara: la Sicilia soffre di uno spopolamento strutturale. Giovani, famiglie e lavoratori partono perché un sistema di occasioni negate, corruzione e clientele rende la permanenza una strada spesso impraticabile.
Le associazioni individuano alcuni punti fermi:
«Non si può chiedere ai giovani di restare in una terra che non difende il loro futuro.»
«Il malaffare e la corruzione sono una causa diretta dello spopolamento.»
«Senza trasparenza, diritti e pari opportunità, restare non sarà mai una scelta libera.»
Il Movimento chiarisce inoltre che Restare non è una condanna né un gesto nostalgico, ma una scelta politica, un atto di responsabilità verso la comunità. E non nasce “contro qualcuno”, ma contro le condizioni che da decenni costringono i siciliani ad andare via.
Il primo Coordinamento del Movimento
Durante l’assemblea sono stati eletti i cinque membri che guideranno l’agenda politica del 2026 e coordineranno i tavoli tematici del Patto:
Francesco Riolo, 25 anni, San Giovanni Gemini – Spazio Giovani Generazioni
Irene Fucà, 30 anni, Agrigento – Local Impact APS
Federica Pollari, 25 anni, Palermo – Scuola di Restanza e Futuro
Paola Galuffo, 35 anni, Mazara del Vallo – Partecipazione Politica
Carmelo Traina, 31 anni, Campobello di Licata – Centro Studi Giuseppe Gatì
Il simbolo scelto: la Carrubba
Il Movimento ha adottato come simbolo la carrubba, un albero profondamente radicato nella cultura mediterranea, conosciuto come “pianta della sopravvivenza”. Resiste alla siccità, cresce dove altri alberi non vivono, produce frutti con pochissima acqua e può vivere per secoli.
Per le organizzazioni, la carrubba rappresenta: la forza silenziosa delle comunità siciliane; la capacità di generare valore anche in condizioni difficili; la tenacia di chi resta, di chi torna e di chi rifiuta la rassegnazione; l’idea che il futuro si costruisce mettendo radici, non consumando il territorio.
Come la carrubba, affermano, anche la Sicilia possiede risorse profonde e vitali: serve un terreno politico e sociale che permetta loro finalmente di crescere.
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