Il presidente della Regione, Renato Schifani, tiene salda la maggioranza. E’ quello che appare pubblicamente ma c’è un retroscena amaro, che è dato da tutti questi scandali, indagini e rinvii a giudizio. La Regione vive il suo momento più difficile, con le istituzioni minate nella loro credibilità e nella sfiducia imperante che provano i cittadini verso la classe politica. E’ una valanga che potrebbe travolgere tutti. Ecco perché a Roma pensano di fare andare la Sicilia al voto prima ancora del nazionale, più che effetto trascinamento si rischia di ottenere l’effetto boomerang.
Schifani e il libro
Il governatore ha regalato ai 70 inquilini di Palazzo dei Normanni il libro di Federico Silvio Toniato “Codice Parlamentare”. Un messaggio chiaro. Chi voglia intendere intenda.
Intanto anche Gaspare Vitrano, deputato regionale di Forza Italia, ha avuto il rinvio a giudizio. Adesso la faccenda è ancora più seria, con le opposizioni che chiedono le dimissioni di Schifani, il passo indietro di Elvira Amata.
Insomma, ogni giorno è un muro del pianto.
Sbardella ha finito la morale
Il commissario regione di Fratelli d’Italia, dopo avere chiesto e ottenuto rigore per la faccenda della DC, pare adesso non sentire e non vedere il problema che c’è dentro il suo partito e che riguarda il numero uno dell’ARS, Gaetano Galvagno, e l’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata. I meloniani sono il socio di maggioranza del governo regionale ma adesso anche la trave è dentro il loro occhio, impossibile non vederla. Questo significherebbe avere due pesi e almeno cinque misure. Il rigore è rigore per tutti. Ma in casa Sbardella non funziona così. Schifani sa che Fratelli d’Italia è il nemico amico, la spina nel fianco.
Giustizialisti sempre i meloniani ma con gli altri, assolti tutti loro.
Le opposizioni
Si riuniscono, parlano, chiedono dimissioni, pronti a fare la loro parte e proporsi nella sostituzione dell’attuale classe di governo ma null’altro è dato sapere. Nè con quali programmi ma metodi. E’ necessaria infatti una rivoluzione che passi dal metodo, scardinato. C’è da ricostruire la casa. Ma chi deve farlo? Se si guarda il PD, il M5S, sono contenitori che hanno dentro la stessa gente da un bel pò di anni.
La novità è Ismaele La Vardera che si misurerà con il consenso. E questa non è impresa facile. Va dritto: primarie aperte per scegliere il prossimo candidato presidente della Regione del campo largo. Non esclude che potrebbe pure andare avanti da solo.
In ogni caso vanno avanti con la presentazione della mozione di sfiducia.